sabato 31 ottobre 2009



libera le mie mani




Sono una fontana di sangue
nella sagoma di un ragazzo

sei l'uccello sull'orlo ipnotizzato dal turbine

Bevimi - fammi sentire vero

il gioco che giochiamo è quello della vita
l'amore è un sogno lucido a due

Ora lasciami - torna stanotte

la marea ti mostrerà la via

Se dimentichi il mio nome
ti perderai

come un' orca assassina
intrappolata in secca

sono un tappeto di brace
che brucia sotto i tuoi piedi

sei quello che mi passa sopra

sono la tua strada senza uscita
un mormorio nell'acqua

un segreto da sentire per te

Sei colei che cresce distante
mentre ti chiamo accanto me

Ora lasciami - torna stanotte

la marea ti mostrerà la via

Se dimentichi il mio nome
ti perderai

come un' orca assassina
intrappolata in secca

Sono un albero che genera cuori

ogni volta che ne prendi uno

sei le mani che si insinuano

sono il ramo che tu spezzi


e allora libera le mie mani

venerdì 30 ottobre 2009

ora

(ora quando?)


Ora che rammento chi sono,


ora che ricordo (o cerco di ricordare),


ora,


qui da solo,

(aiuti utili ne vedo ben pochi),


ora vieni a vedere come si sta.


Vieni lenta vita frenetica di questi anni,


vieni e assapora quello che per tanto tempo ho ingoiato, sputandone il veleno!!


I giochi si fanno (si disfanno),

le situazione avvengono (si allontanano),


ed io,


che non so bene in questo mondo ancora chi sono


giaccio,


ascolto,


penso!


e nulla il mio cuore, debole e forte,

può compiere


trovare una soluzione alla disfatta apparente di un impero,

un impero stanco di aspettare,


stanco della monotonia utile ma allo stesso tempo viziosa e ingannevole.


è colpa mia, (forse no),


ma parlo ora a me stesso da persona alquanto coerente a questo muro che dietro me si sgretola

(non da cenni di alcuna ricostruzione).


Capitemi,


Lo dico per chi ora mi vuol capire,


ma non piangete le mie lacrime


perché nessuno ora le può ascoltare e vedere (e forse anche bere).


Fuggite dunque nel nulla,

perché dal nulla sto venendo.


Non ricordo l’ultima volta che ho versato un dispiacere,

ne tanto meno lo farò adesso,


ma se c’è qualcuno che ascolta,


se la vita poi un senso nelle nuvole disegna,


attenderò affinché qualcosa di buono potrò respirare,

e combatterò


anche se il prezzo da pagare sarà quello di perdere, tacere (e quindi aspettare).


Taccio...!

Perché non devo dire nulla.


Solo un infinito dispiacere che inganna il mio corpo e lo attraversa

Stupisce i miei sensi e li sconfigge,

afferra il mio cuore (come un ombra nera in una giornata di sole lo nasconde),

lo disarma,


e sconfitto si nasconde per sparire (e respirare).


Se un giorno racconterò con sorriso, il mondo e l’infinito,

in quel giorno forse nessuno più , (tranne me)

si ricorderà di un anima che ha sofferto per quel troppo che ha avuto vicino,


per l’indifferenza,


per la monotonia,


e per tutti quei giorni che ha pensato di scappare per forgiarsi nuovamente.



Cosa rimane ora di me


Che sarà di me quando avrò il coraggio di camminare (da solo?).


Cosa….

Dimmi cosa….


I progetti,

l’animo di un uomo,

il duro lavoro,

le difficoltà

(le parziali affinità),

(il male minore),

la mala passione della carne (che uccide il cuore)


ora dico che tutto questo non serve a davvero nulla,


non serve!

(non serve?)


Non riesco a capire confuso da questo viaggio forte e discontinuo,

non respiro,


ma come neve nell’inverno cupo,

come sabbia asfissiante in un deserto (di parole),

come nuvole, presagio di pioggia (e di intenso dolore),

come vento freddo e tagliente,

(come un' illusione fluorescente),


mi adatterò per seguire là figura che ora sono,


e che il mio personale dio

(il dio che conosco),

mi segua (perché l’uomo và seguito),


ora,


come spesso in passato,


ho la testa altrove (forse vuole andare),





e condurmi dove non potrà

(dimmi dove).

AngS






giovedì 29 ottobre 2009

forse i nostri sogni dormono




Questi fiori blu ci deviano
le visioni poi ci assalgono

questi campi d'illusione,
la mia sensazione


quanti amanti nel peccato
dannati dal fato



qusti suoni insani assordano

strane luci, frattali
simmetrie

confondono le idee

la memoria del passato
aggredisce il mio stato


ho ragioni per restare
in ebbrezza totale


se parti, vedrai, non tornerai mai
se parti, vedrai, non tornarai mai...

piu'



forse i nostri songni dormono

nei racconti dei libri di storia,
come le bugie



ora so odiare l'amore,
amarne la fine


questo mare di paure
mi nasce dal cuore



se parto, vedrai, non tornerò mai

se parto, vedrai, non tornerò mai




mercoledì 28 ottobre 2009

nostre foto, film e pane caldo




E quando solo i muri resteranno
e chiuderai dietro di te la porta
e ciò che è stato adesso non importa
perché la notte non sarà più un anno.

E quando sulla via non passeranno
i nostri passi sotto casa e morta
la voce della nostra voce e corta
la fila dei ricordi che ti avranno.

Allora in internet farai un sito
di nostre foto e film e pane caldo
per conservare un luogo ormai finito.

E certo poi sorriderai se il tuo uomo
abbracciandoti da dietro ti dirà
che lui non c’era, cazzo, ma c’è e sarà.




martedì 27 ottobre 2009

(fra i tuoi Re)




Scegli me fra i tuoi re

un vortice ci avvolgera'
ti prendero', se mi vuoi
danzammo in due,

lei se ne ando'

ed io ora


ho i ricordi chiusi in te
la tristezza dentro me
tra due mani, le mie

di lacrime, poi si bagno'
il regno che ho chiesto a te,

ed ora


ho i ricordi chiusi in te
la tristezza dentro me
tra due mani, le mie


sono i cieli neri che,

io so

non si scioglieranno piu




video

lunedì 26 ottobre 2009





Lascia stare tutto quello che non vedi
È inutile fissarsi

Andare con lo sguardo oltre le montagne
Del quadro che hai davanti

Se vuoi vittoria avrai vittoria
Se vuoi sconfitta avrai sconfitta

Ma poi destino e naftalina, mai
Non chiuderlo in soffitta

Lascia stare tutto quello che non vedi
È inutile fissarsi

Andare con lo sguardo tra i marciapiedi
Solcati dai passanti

Se vuoi ragione hai ragione
A proseguire col tuo istinto

Ma non cambiare direzione, vai
Avanti sempre dritto

Primo giorno di lavoro
Già un reclamo e sono fuori
Il tavolo svuotato dagli oggetti inutili

Torna la giacca nell’armadio e si può
Far la scommessa che non riuscirà

A ricambiare tutto l’amore
Che mi hai saputo dare

Lascia stare tutto quello in cui non credi
È inutile fissarsi

Andare con lo sguardo tra le pareti
Ed i muri che hai davanti

Se vuoi ragione hai ragione
A proseguire col tuo istinto

Ma non cambiare la benzina, mai
Nel mezzo di un tragitto

Ti saboterai da sola un brivido
E poi te ne pentirai

Il masochismo è tuo
Meccanismo autodistruttivo
Dai che arrivo

Primo giorno di lavoro
Già un reclamo e sono fuori
Il tavolo svuotato dagli oggetti inutili

Torna la giacca nell’armadio e si può
Far la scommessa che non riuscirà

A ricambiare tutto l’amore
Che mi hai saputo dare

Lascia stare tutto quello che non vedi
E togliti quei guanti
Finché non c’è una legge che te lo vieti
Appoggiati ai miei palmi

Se vuoi ragione avrai ragione
A proseguire col tuo istinto

Ma non cambiare la benzina, mai


Nel mezzo di un tragitto

sabato 24 ottobre 2009

ragionare
(si, ma non capire)





Le mie parole fanno male,
sono pungenti come spine,

sono taglienti come lame affilate
e messe in bocca alle bambine,

possono far male,
possono ferire,

farti ragionare sì.
ma non capire, non capire!

Le mie ragioni fanno male,
come son bravo io a colpire!

Quante parole so trovare,
mentre tu non sai che dire...

Le miw parole sono mine,
le senti esplodere in cortile,

al posto delle margherite, ora
ci sono cariche esplosive!

Due lunghe e romantiche vite divise...
...da queste rime.

Le tue labbra stanno male, lo so,
non hanno labbra da mangiare,

oh ma la fame d'amore la si può
curare, dannazione!

Con le parole,
sì, che fanno male,
fanno sanguinare,

ma non morire!

Le mie parole sono mine,
le senti esplodere in cortile,

al posto delle margherite, ora
ci sono cariche esplosive!

Due lunghe e romantiche vite
due lunghe e romantiche vite!

Due lunghe e romantiche vite

divise...

... dalle parole!

venerdì 23 ottobre 2009


come la pioggia il giorno del mio compleanno





è ironico pensare alle gente che mi circonda proprio in questo periodo.

è come paradossalmente ironico credere di cercare e trovare un posto spuntato dal nulla,
per ripararsi all'improvviso dalla pioggia,


come è ironico affidarsi alla maturità delle gente, che alla fine finisce per scaderti!,
scaderti brutalmente!


è ironico cercare un confronto mentale, quando gli occhi, sbarrati e fissi l'uno verso l'altro ..non chiedono altro che spiegazioni, .....

ed è ironico trovarsi alla fine in tasca parole, scritte, parole timide, parole smorzate......
ed un'infima fuga verso i nascondigli della propria mente.


allora mi domando: fose è colpa mia, della mia vità che già da molto tempo è degenarata facendomi diventare un marziano in una terra di deficenti.

forse è colpa mia.... che sto giocando al gioco dell'oca con la mia vita.... ma mi sto mangiando delle caselle.... le salto per necessità, le ho saltate perchè la mia vita me l'ha imposto!

e allora è davvero tanto ironico.... girarmi a 360°..... ed amirare i desenti dentro le persone.....
aridi, infiniti, incapaci di mutare......

buffo ed ironico.......

come è ironico avere la certezza matematica..che il tempo farà il suo corso....
e griderà ad alta voce le sue conclusioni.....


la persone si conoscono,
si studiano,
si osservano,
poi si amano e si discutono,
si ricercano,
poi cadono,
poi non si capiscono,
e poi si dimenticano.

tanto da essere ironico come si allontanano, e poi spariscono.

se dev'essere così. e così sia!

Un vecchio compì 98 anni
Vinse alla lotteria e morì il giorno dopo

È una mosca nera nel mio bicchiere di Rhum...
È un assoluzione della pena di morte due minuti troppo tardi

È ironico,non credete?

È come la pioggia il giorno del mio compleanno
È un giro gratis quando ho già pagato
È il buon consiglio che non ho seguito

E chi ci avrebbe pensato: funziona!

Mrs. "isncura anche di se stessa" aveva paura di volare
Fece la valigia, diede il bacio d’addio ai suoi familiari
Aspettò tutta la vita per prendere quel volo
E mentre l’aereo si stava per schiantare lei pensò
"bene non è perfetto"

ed è ironico, non credete?

È come la pioggia il giorno del mio compleanno
È un giro gratis quando ho già pagato
È il buon consiglio che non ho seguito

E chi ci avrebbe pensato: funziona!

La vita ha un bel modo di infierire su di me
Quando penso che tutto è okay è tutto sta andando bene,
trovo gente che puntualmente mi delude!


la vita ha un bel modo di aiutarmi
Credo che tutto stia andando male..... e poi un'anima si presenta a me..
ma quanto vale quest'anima......: niente!


Un ingorgo quando sono già in ritardo

Un cartello “no smoking” durante una pausa sigaretta

È come diecimila cucchiai quando tutto ciò di cui ho bisogno è un coltello

È conoscere la donna dei miei sogni
E dopo incontrare il suo fidanzato

Ed è ironico,non crediete?

Un pò troppo ironico, lo credo davvero!!!

È come la pioggia il giorno del mio compleanno
È un giro gratis quando ho già pagato
È il buon consiglio che non ho seguito

E chi ci avrebbe pensato, funziona!

La vita ha un bel modo di infierire su di me
la vita ha un bel modo di aiutarmi
.


ed è davvero ironico....!





AngS

giovedì 22 ottobre 2009




il mio ieri distante








Se prima o poi dovessi decidere di far leggere a qualcuno il racconto che sto scrivendo...


il primo capitolo, probabilmente, sarebbe questo:




"Sono nato il 22 ottobre.


Da questo evento in poi la mia memoria ha sempre ricordato giorni di pioggia per il mio compleanno, un evento contaminato da fitta e penetrante acqua proveniente da chissà dove.


Mi madre si ricorda ancora che il giorno prima della mia nascita pioveva, pioveva forte, le doglie iniziarono la sera del 21, intorno alla mezzanotte;


mio padre raccolse in fretta e furia l’occorrente per l’ospedale, in ogni famiglia che si rispetti, questo “rito” della preparazione viene organizzato per tempo, con meticolosa devozione, precisa sistemazione, mio padre invece, si trovò improvvisamente sprovvisto… impreparato, non pronto!


Uscirono di corsa dal retro del giardino, un prato inglese immacolato, l’auto era a pochi metri, mia madre teneva la pancia con due mani, la proteggeva, mi parlava , con voce muta, bagnandosi il capo, la camicetta di cotone;


improvvisamente un lampo divise il cielo a metà, illuminando la strada con le sue villette indipendenti, tagliando la pioggia…..parlando alla notte;

il lampo colpi l’albero del nostro giardino, mia madre fu sbalzata da li ad un metro, battendo il volto sull’asfalto ruvido, perse conoscenza da subito.


Ed intanto io bussavo forte, perché volevo entrare nel mondo!


Fu un parto atipico, singolare, almeno così dichiarò il medico.


Nella corsia C del reparto maternità dell’ospedale comunale di una città qualunque, una donna arrivò priva di conoscenza… bagnata fradicia, aveva un figlio in grembo, successivamente si riprese e le doglie durarono tutta la notte, con urla disumane, disarmanti, gli infermieri tenevano la donna ferma…un compito arduo…e lei continuava ad urlare; suo marito rimase immobile nel corridoio, privo di espressione, con la testa altrove....


Il giorno dopo la donna partorì,

e fuori pioveva ancora;


nacque un bambino, nacqui Io….,

era mattino presto, non un mattino qualunque, per la mia stessa esistenza che da li in poi iniziò a mutare lentamente e gradualmente.


Mi diedero un nome importante.... …."



______________





Se dovessi scrivere, adesso, un ricordo di te che ho impresso…,

rovistando nella cesta della mia mente, sicuramente tornerei indietro di un bel po’ di anni,

mentre ti preparavi a viverti il tuo primo viaggio, …..


ricordo quella sera:

la primavera mescolava nell’aria fresca serale, nuovi odori,


tu tornavi a casa, trovasti vicino alla porta tuo padre, l’ennesima incazzatura verso tutti e verso il mondo intero,

incazzatura da riversare su di Te.


Ti disse istintivamente che il giorno dopo non saresti partito più per quel viaggio che tanto attendevi, ti chiese le chiavi della moto, ti trattò per la centesima volta come una merda….


Ed io c’ero,

tu non mi vedevi ma io c’ero, e ti guardavo….


guardavo le tue ragioni che volavano al vento,

guardavo la tua rabbia, ore dopo, verso tua madre, ingiustificata testimone della tua ira…..

ti guardavo,

come ti ho visto prendere quell’aereo il giorno dopo…….


Quel viaggio…..

Quanta strada…., quanta spregiudicatezza gratuita,

forse dettata dalla tua giovane età,


ti ho visto piangere tra le rovine di un lager nazista,

ti ho visto bere e portarti una donna in camera,

ti ho visto quella sera correre tra i corridoi dell’albergo…

quante risate,

quanta insensata follia,

quanti forti contrasti!


ti ho sempre osservato,

da li in poi, credimi… la tua vita è stata sempre un viaggio.



l’America, l’Africa, il perdersi dell’anima,

l’abbandono più totale dei sensi,

innalzarti in posti che nessuno immagina, e che molti non hanno mai visto…..


la Spagna che mai dimenticherai e che ti segnò da li in poi….


Perché poi ti ho visto cadere… cadere a terra…….

Azioni che non dovevi fare, e che comunque hai fatto per ripicca ad una vita che non capivi…….


Ti ho visto, non credere,


mentre bevevi, mentre di distruggevi il cervello con quella roba…..,


mentre ti annichilivi,


cosciente di averti sempre parlato,

di aver cercato un varco nella tua testa,

ed ho vissuto la tua stessa strada,

l’amore,

il sesso,

il sesso che poi diventava amore, e poi nuovamente sesso,


la natura del tuo scappare,

la voglia di viverti le notti, sempre una diversa dall’altra,

l’amore incontaminato per la pioggia,

per le lande desolate della terra,

dove so che vorresti perderti, non credere….


Perché ti osservo,



i miei occhi vorrebbero essere i tuoi,



dello stesso colore, dello stesso intenso significato che emani ogni volta che pensi,

ogni volta che leggi i tuoi libri,

ogni volta che osservi il presente dalla tua angolatura,

quella che più rispetto,

quella che continuo a guardare rimanendoti a distanza,


non finirò mai di capirti,


e non smetterò mai di osservarti e di seguirti, ovunque,

non aver mai timore di questo,


ti osservo tanto per quanto sono totalmente rapito dal tuo modo di essere sempre uguale

e a gli occhi di tutti: diverso,



forse unico…



ma questo è un privilegio delle poche persone che ti hanno saputo conoscere, stringere, guardarti e amare veramente….


E un privilegio che spetta anche a me, giorno dopo giorno, anno dopo anno….


E in questa data oggi voglio dedicarti le mie parole, quelle più limpide, quelle più sincere,

quelle che mai ti negherò quando mi vorrai ascoltare, consigliare, ……….


Continua a viverti te stesso, sempre,

continua a graffiare il tuo presente,

continua a litigare con i tuoi demoni,

continua a correre e a sentirti leggero,

leggero veramente

accarezza la pesantezza della tuia anima,

ma continua a non voltarti mai,


e guarda bene in faccia chi ti ama,

e chi ancora adesso non ti merita.



questo è il mio regalo,



oltre a ringraziarti per aver cercato quasi sempre di essere Te stesso....


testardo,

confuso,

permaloso,

sognatore

sorridente,

triste e schivo...

irascibile,




insomma.........tale e quale a me!







Buon Compleanno.

(AngS)