venerdì 31 maggio 2013




Sono entrato nel suo sorriso una sera grigio-scura e monotona.
Il brusìo del mondo vociava qua e là, indistitno ed ignorabile.
Stavo dietro a un pensiero dal passo sciancato e ci zoppicavo insieme ormai,
quando quella bellezza si è messa tra noi, ed ha acceso l'impensabile.

Ed ora so ch'era la primavera (in un sorriso... rinascere...)
dai mille fiori dei suoi modi amabili.
E in quel calore e nella sua raggièra (in un sorriso... rinascere...)
ho percepito che un sorriso ha una forza piena.
 

 se il mondo lo sapesse 
 se il mondo ne scoppiasse

Sono uscito dal suo sorriso che si era insinuata, carezzevole,
la magìa di istanti di serenità pure ed immaginifica;
e l'uggiosaa andatura di quella sera inseguita dai fastidi miei
ha ceduto il suo passo alla chiarità di un'intesa inesprimibile.

Ed ora so ch'era la primavera (in un sorriso... rinascere...)
dai mille fiori dei suoi modi amabili.
E in quel calore e nella sua raggièra (in un sorriso... rinascere...)
ho percepito che un sorriso ha una forza piena.
E in quell'ebbrezza di fragranza vera (in un sorriso... rinascere...)
ho ben capito che un sorriso può fare molto.


 se il mondo lo sapesse 
se il mondo ne scoppiasse 
 se una canzone avesse...






giovedì 30 maggio 2013



In sella a un vuoto fatale,
negli occhi un'ombra ferale,
il guitto dell'anima va
in giro per la città.

E di sventura esemplare
il suo ronzino spettrale
è immagine tragica
in scena patetica.

Un soffio di spirito, per carità!
Un soffio... gli basterà...
Amen. Amen. Amen.

Per strade ostili e ben dure,
scansando sguardi e andature,
parlando con fisime
in tono d'acredine,

fuggendo false paure,
e nascondendosi pure,
il guitto dell'anima va
braccato dalla città.

Un soffio di spirito, per carità!
Un soffio... gli basterà...
Amen. Amen. Amen.

Ma quando cala la sera
e abbuia la città intera
rubente s'illumina
d'immensa ebetudine.

E di destino segnato
il suo ronzino sfigato
è immagine comica
in scena drammatica

E affronta assurde paure
in nebulose avventure
il guitto dell'anima
che sbronzo si spegnerà.

Un goccio di spirito, per carità!
Un goccio... gli basterà...
Amen. Amen. Amen.

mercoledì 29 maggio 2013



capita che una sera vai a letto alle undici e mezza sapendo di essere così stanco da non riuscire nemmeno a stappare l’ultima seducente bottiglia di salice salentino che hai in frigo e pensando perciò di crollare di botto e dormire otto ore filate come forse non succede da troppo. 
e crollare crolli. 
però ti svegli un’ora dopo. dopo un’intensissima attività onirica che ti ha spinto nei dedali più reconditi della tua mente, dove ti risvegli e resti e deambuli scalzo e inquieto fino all’alba, tra lacrime di confusione e confortanti tachicardie che ti ricordano che tutto sommato sei vivo.

bon, proverò a scrivere.
magari tutto d’un fiato.

il concetto è il seguente: ognuno ha un tempo per crescere. e non gli si può mettere fretta. chi sei tu per dire a lei di crescere? chi sono io per dire a te di crescere? chi sono i miei per dire a me di (non) crescere? non dipende dagli altri. ci sono persone che a vent’anni pensano come persone di quaranta e persone che a quaranta pensano come persone di venti e stiamo cadendo inevitabilmente nel luogo comune che però è maledettamente vero e insomma l’importante è pensarla un po’ uguale. nel senso, essere allo stesso livello di crescita. per capirsi. magari amarsi.

ma a volte capita che ci si ami anche senza.

a volte capita invece, nonostante la stessa età mentale, di non amarsi. di non capirsi. 

io...
 che adesso ho un mutuo da pagare, che mi prendo mille impegni anche se so che non li posso mantenere, che ho sempre una parola buona per gli sconosciuti, cinque minuti per tutti e un’oretta per gli amici veri, che per fare tutto dovrei avere sei vite e a volte mi chiedo se forse io non le abbia già, che sono senza carta igienica in casa e con trenta euro in tasca. 

tu....


io penso di esser cresciuto di botto. non so quando sia successo. 
 forse il giorno in cui mia madre mi comprò l’ultimo giocattolo, che solo nel momento in cui scartai capii che non volevo veramente. forse il giorno in cui realizzai che mia nonna era morta e che tutti, tutti quanti intorno a me, stavano mentendo per proteggermi, ma dall’intelligenza non si scappa. e così ci sono cose che a otto anni capivo perfettamente e nessuno mai me le aveva spiegate. quando lo dico alla gente la gente mi guarda male. mi guarda male perchè non capisce che non lo dico per vanto. la gente non capisce che questa intelligenza mi ha fatto soffrire. non capisce che avrei preferito crescere serenamente scemo, o perlomeno non così acuto, ché avrei evitato tanti dispiaceri, ed avrei un cuore perfettamente in salute, non così sporco e provato com’è. 

 ho lottato e continuo a lottare per una gloria che non so nemmeno indossare.

la gente non capisce, o forse non è interessata a capire, che a me questo divertimento annoia, questa bolgia di locali e di gente anche famosa e di alcol e tabacco e chiacchiere più o meno vane ha perso il suo fascino come se non ce lo avesse mai avuto semplicemente nel momento in cui è diventato possibile, sebbene non scontato, perchè è diventato anche un po’ inutile, e la cosa che davvero mi divertirebbe sarebbe starmene a casa mia a giocare a tris con qualcuno che lo faccia per il gusto di potermi insegnare come si vince e come si perde e nel mentre mi racconti cos’ha sognato la scorsa notte e cos’ha fatto due estati fa e poi a una certa mi si addormenti  e al mattino si svegli senza fretta di andar via da qualche parte in nome di un lavoro uno studio un’inutilità più importante di me.

- ché già l’amore ai tempi della crisi è una cosa abbastanza impossibile, ché nessuno sembra avere mai tempo di amarsi. se poi lo si spreca mandandolo in direzioni sbagliate, è uno schiaffo alla miseria di chi amare non sa.

però a saperlo dirottare. -
la gente non capisce.
ma tu non sei la gente.
e parli una lingua meravigliosa.



martedì 28 maggio 2013



Noi sereni e semplici o cupi ed acidi,
noi puri e candidi o un po' colpevoli
per voglie che ardono:

noi cerchiamo la bellezza ovunque.

E noi compresi e amabili o offesi e succubi
di demoni e lupi, noi forti ed abili
o spenti all'angolo:

Noi cerchiamo la bellezza ovunque.
E passiamo spesso il tempo così,
senza utilità (quella che piace a voi)
senza utilità (perché non serve a noi)

lunedì 27 maggio 2013



Il solitario, in assenza di loquacità
è avvoltolato in un enigma,
siede pensoso al limite della realtà
accavallando le sue lungha gambe.

Lo puoi notare perchè è un indecifrabile

Porta il suo sguardo negli accessi cosa non si sa
e li pervade di fascino;
si tocca il mento e si schermisce alla gestualità
di chi sta accanto e lo incomoda.

Lo puoi giurare in sintonia con i fatti suoi,
quand'anche siano sostanzialmente guai,
perchè nel suo mondo è pace
ed è per questo che lui lo abita.

Il solitario, in gran miseria di calorosità,
sta bene al largo di un dilemma che prima o poi avrà
e non si chiede come tutta la faccenda finirà.
No: non si chiede come finirà.

E non si chiede se l'amore che non dà
si vestirebbe un giorno di fatalità
(Lo stesso amore che non prende
e che vestito a lutto a prenderlo verrà;
lo stesso amore che non prende
e che, bellissimo, a prenderlo verrà)

domenica 26 maggio 2013


Sì... ma quale gusto se sto perdendo fiducia e stimoli?
Sai, è proprio angusto il nostro mondo affollato di equivoci:
quanto più pudore tanti piu stronzi che non apprezzeranno mai.

Hey, è tetro e ingiusto questo assedio di intenti malevoli,
e vaffanculo il giusto alla schiera degli insensibili.
Beh, io mi ritiro: è un mondo cattivo in vari modi e ovunque vai.

Non voglio vivere, ma sopravvivere: è la mia intensità, son consapevole
e so convincermi che è proprio meglio così.

Ma a volte gira in me un dubbio labile: "Quale gusto c'è? Ma quale gusto c'è?"
e so persuadermi che ha senso chiedersi cose così

E forse, magari è vero, mi piacerebbe di più scivolare su tutto.
E forse, magari è vero, converrebbe di più essere semplici in tutto.
E forse, mi pare chiaro, funzionerebbe di più vivendosi bene tutto.
E forse, anzi: sicuro, io so che non riuscirò a fare questo del tutto.
Mai.


sabato 25 maggio 2013




Niente oggi sembra favorevole:
gira il mondo con ostilità,
ogni impressione mi fa debole
e sento dentro solo sfiducia.

basse le nubi che opprimono;
fredda, aliena e bieca la città;
pensieri e gorghi bui mi assediano
con la loro azione suicida.

domomani tutto si risanerà.
la vita ntornerà gradevole.
ma ora, in fondo alla voragine,
è dura...dura come non è stata mai.

l'inizio è stato pura, paura
per la mia incolumità:
gli ho dato il nome della sventura
e l'ho tradotta in solitudine.

"siamo tutti soli?" mi son chiesto poi
sentendo il peso della sconfitta,
e una spirale malinconica
mi ha dato in pasto all'inquietudine.

domani tutto si risanerà
e il mondo tornerà piacevole.
ma ora, in fondo alla voragine,
è dura... dura come non è stata mai.

come non lo è stata mai...
e tu, mondo, come stai?
e in che direzione andrai?
e anche tu, uomo, come stai,
ingordo, coi tuoi guai?
ma che domande stupide...
beh, domani passerà.

prendo mio figlio a scuola,
noi camminiamo piano,
il suo ventre un po' gli duole,
tengo stretta la sua mano.
poi gli sfioro il capo
e penso proprio che è vero:
"la gente non è buona"
come canta il re corvo nero.

domani tutto si rasserenerà
e anch'io tornerò socievole,
ma ora, in fondo alla voragine,
è dura... dura, come non lo è stata mai

come non lo è stata mai...
e tu, mondo, come stai?
e in che direzione andrai?
e anche tu, uomo, come stai,
ingordo, coi tuoi guai?
ma che domande stupide...
beh, domani passerà.

venerdì 24 maggio 2013




Oggi vedo te in tutte le cose...
vedo solo te,
proprio come se ogni cosa
avesse tutte le tue qualità.

E sento solo te
nella vita che bisbiglia in superficie:
ovunque intorno a me
scorre come acqua la tua nitidezza.

E anche se non sei qui
adoro stringerti,
scioglierti i capelli,
baciarti e sorridere.
Lievità celeste
e azzurra complicità:
quando io ti abbraccio vedo la vita in blu,
e questo è ciò che la tua bellezza mi dà.

E assaporo te
mentre mordo un frutto e poi una liquirizia:
il tuo gusto è
ciò che rende amabile la loro essenza.

Odoro l'aria
e mi sembra svanire dietro la tua scia:
è incantevole
come i tuoi profumi pervadono la via!

E anche se non sei qui
adoro stringerti,
scioglierti i capelli,
baciarti e sorridere;
scendere ai tuoi piedi
e piano tornare su,
soffermandomi ovunque.
Giungere ai tuoi occhi
e percepirne il calore,
odorando e guardando,
gustando e ascoltando...

Bella come il mare che ami,
è per te
che oggi
la vita
è in b
lu.

giovedì 23 maggio 2013




tutto quello che avevo bisogno di sentirmi dire è che sono importante.
ma andiamo con ordine.

siamo punto e a capo: sperimentiamo l’abbandono. 
dalla parte della punta, ovviamente, mica da quella del manico, ché non sono mai stato abbastanza meschino, io, da abbandonare nessuno in tutta la mia vita. 
 probabilmente perchè conosco bene la rarità di certi sentimenti. è di per sé un grave delitto calpestare i fiori, nel deserto specialmente. 
ma ho voluto credere che non fosse affar mio, che anche questo non mi riguardasse, e ti ho accompagnato anche nell’errore, lasciandoti sbagliare. ché tanto la pelle è la mia. e cosa ne sai tu, analfabeta d’amore, del sangue che bolle?

e dunque giorno per giorno un altro fardello da trascinare: la mancanza. delle persone che non tornano per una causa di forza maggiore, e di quelle che scelgono di andarsene per una finta ragione chiamata paura. 
ma la colpa è mia – in fondo sono io quello che si è catapultato dall’altra parte
forza e coraggio, camminare coi piedi pesanti, memorizzare senza imparare, scontrarsi con nuove paure, aiutarsi, venirsi incontro e non contro, e che la competizione è tempo perso.
a piccoli passi fidarsi di persone nuove e seminuove, capitate sulla mia strada per non so quale dono del cielo, persone sincere che se m’avessero detto che sarebbero diventate così fidate io non ci avrei scommesso e adesso lo sono e mi ci gioco il cuore – un’altra volta – , persone che probabilmente sono sempre state lì ma non le avrei mai viste se non mi fossi guardato un po’ intorno.

il mio lavoro, la mia famiglia, mia figlia, i miei presunti amici.
ritagliare tanti piccoli nuovi spazi all’interno del cuore, pur sapendo che c’è un posto che non riempirà nessuno, mai, perchè porta la sagoma di un nome e soltanto qualcuno ci poteva entrare. prima che cambiassi forma.
poi, un giorno, il coraggio di andare. anche solo per ventiquattr’ore, partire. allontanarmi da tutto quello che mi stava facendo bruciare. un’ora di treno. un giorno di aereo, mezz'ora a piedi.
 
l'altra notte ho fatto uno dei miei sogni da oscar
ero in un luogo
sono stato accolto come se non me ne fossi mai andato, sono stato portato in posti che mi è sembrato di non aver mai lasciato, e a un certo punto, davanti al bancone di un bar, al momento di pagare, una persona ha aperto il portafogli ed io l’ho vista. piccola eh, ché già un portafogli non è che sia grande chissà quanto. ma era lì. una mia foto. io ero lì, lì dentro, vicinissimo al suo cuore, c’ero sempre stato, e l’avevo sempre saputo, ma è stato come se me ne fossi accorto soltanto in quel momento, quando tutto intorno era talmente buio che ho seguito le uniche luci che se la son sentita di splendere per due, per sé stesse e per me. consapevolezze che hanno sempre abitato in me, ma sul fondale, e che al minimo tepore che qualcuno è stato in grado di darmi sono venute a galla.


tutto quello che avevo bisogno di sentirmi dire è che sono importante.


ho sentito un fiume di epifanie travolgermi come un’aurora. la mia vita ha assunto un senso nuovo lì, davanti a quel bancone e alle mani svelte del barista che ci preparava due drink. non importa quanti coltelli io abbia nella schiena. io sono ciò che ho donato. e finchè continuerò ad essere così come sono, educato, pulito, sempre ansioso di dare qualcosa e incapace di fare del male, l’unica cosa che potrà ferirmi sarà l’ingiustizia etica di non essere ricambiato. per il resto, ho l’ampio diritto di fottermene di chi va. e di curare chi resta.

e ho capito che nella vita è importante ottenere ciò che si desidera, ma ancor più importante è ottenere ciò che si merita. perchè l’amore a senso unico non è un amore a vuoto, ma non ti salverà da niente. l’unico amore che vale davvero provare è quello ricambiato, perchè amare chi ci ama è anche amarsi, e non ritenersi così insignificanti da non essere riamati.

ad un certo punto devi rassegnarti all’amor proprio, volerti del bene e scegliere qualcosa che sia per te. una città, un lavoro, delle persone di cui circondarti e una, una sola, di cui poterti fidare ciecamente e alla quale donare tutta la fiducia che sei in grado di dare. e non è detto che ti vada bene, ma almeno alla fine potrai dormire sul sacrosanto cuscino di una coscienza pulita e non ti sentirai vuoto come chi sa solo prendere, ma pieno della grandezza d’animo di chi sa donare.

non c’è niente che non possa essere cambiato da un momento all’altro, niente che valga davvero per sempre eccetto ciò che si dona. lo vedi? nessuno ha un posto fisso, neanche dentro le persone. questo mondo è un enorme abito da festa e noi siamo spille, non bottoni.

quante vite pensi di avere?

questo è il mio gesto d’amore verso me stesso: 
amare chi mi ama. non c’è più tempo da perdere. essere amato, prima di amare. scegliere, prima di essere scelto.

tu che intenzioni hai? 
quand’è che ti amerai?


continua a perdermi se vuoi, ignoralo pure il puro amore che siamo stati in grado di provare, ché autentico così non lo ritroverai. ma anche da questo – non dalle tue bislacche lezioni e ripicche, da questo – io imparerò.
le persone in cui credevo di più sono state le prime a voltarmi le spalle e questo non fa piacere, non subito, ma alla lunga sì, perché insegna.

ora la vedo bene la differenza tra me e tutto il resto, 
e penso che sono salvo (o forse no...)

e tutto quello che avevo bisogno di sentirmi dire 
è che sono importante

mercoledì 22 maggio 2013



Stavi pensando
è bollito quello lì, me lo ha detto il fantasma che lavora per me.
Uno fra i mille infaticabili guerrieri
che sguinzaglio a caccia e dicerie.
Dicerie gran bugie yeah yeah yeah yeah
Stavi sul fiume col desiderio di vedermi scorrere finito, cadavere.
E il sole che ci aleggiava in tralice
faceva gonfia e strafottente la tua libidine.
E' un fatto sai la gente imbelle come te è inacidita da certune qualità;
e si addolcisce solo col sospetto che il possessore prima o poi le perderà.
Facendo una brutta bruttissima fine.

Ma come vedi invece sono sempre qua, avvolto nella mia spinosa avidità
Continuo a farmi molto bene i fatti miei e volo alto dove non potresti mai
Mi piaccio un sacco e se mi stimo anche di più tanto a tirar giù il prezzo, e poi ci pensi tu
Continuo avanti direzione fatti miei e sui tuoi soldi risparmiati troverei
mia corrosiva indifferenza.

Senza trofei sei tornato in città
mi hai visto e mi son chiesto
se un fantasma ce l'hai
Sai ti potrebbe venire a dire che questa canzone non riguarda altri riguarda te
te te te

Ora mi vedi bello sono sempre qua avvolto nella mia spinosa avidità
Continuo a farmi molto bene i fatti miei e volo alto dove non potresti mai.
Mi piaccio un sacco e se mi stimo anche di più tanto a tirar giù il prezzo poi ci pensi tu.
Continuo avanti in direzione fatti miei e sui tuoi soldi risparmiati troverei...

martedì 21 maggio 2013



Quanti motivi per dir di te
negli abissi fra i palpiti!
Quante emozioni per scriverne,
come un pioniere partecipe
che fa ritorno da un viaggio di echi e rintocchi
in un reame di lugubri tonfi inarrestabili!

Quando tu ti rannuvoli,
e un temporale si appresta
a rovesciarti su tutti noi
come una pioggia repressa,
io sono pronto a farmi tuo ricettacolo:
per ogni goccia un oceano di empatie possibili.

L'infelicità non è che stimolo inevitabile.
La felicità non è che esito fugace.
Sei striggente eppur bellissima così come sei,
decorosa e tristemente chiusa in te.

E meglio dire che l'arte è
generosa fontana
o ritenere per giusto che
sia come una spugna,
che assorbe e s'imbeve di tutte le cose
con la curiosità e l'estasi della bontà?

Se non ti so aiutare
ad arginare la tempesta
tu lasciati consegnare
al mio tentativo migliore
di dare lustro alla tua dolorante dolcezza,
con le canzoni che concepisco intrise di te

lunedì 20 maggio 2013



In un giorno di uggia e tè
imbiancato dalle nuvole,
lei giunse con una lettera:
"Tieni" disse, e gliela lasciò.

Quando fu solo e fragile
prese a leggere parole che
provocarono palpiti
e confusa intensità.

Ohh, rileggi una volta in più
fino a farti impressionare...
in quei fogli lilla ci sei tu
e ti vogliono toccare a fondo,
nel cuore di una sensibilità manchevole.

Proverai a non più fingere?
Provaerai a non più perdere?
Proverai oltre il tuo limite?Proverai?
E lui smarrito e perso la ripiegò...

Sul divano ristette un pò
con la sua irrequietudine,
ripetendosi "Lo farò...
Laverò quelle lacrime".

Poi rilesse da capo e...
Sifermò...Ripartì...Cessò...
E in un'eco di turbine
relegò quelle suppliche.

Ohh, rileggi una volta in più
fino a farti impressionare...
Ma l'ignavia, invincibile,
non lo fece replicare mai
E ora dicono che sta pagando.
E sempre pagherà

Proverai...?




domenica 19 maggio 2013



Sapore di miele,
sapore d'amore,
dalla tua pelle dentro alla mia bocca,
quando torni a farti la mia faccia.

Un gusto melato
di cose già avute
(dopo un'ora sarebbero perdute):
si può solo riprendere a giocare

ancora e ancora
finchè lo vuoi.
Dammi il tuo nettare, mia bella Venere,
che tornerò il tuo duro Satiro.

Ancora e ancora
finchè mi vuoi:
con il tuo nettare, mia sacra Menade,
io tornerò dentro di te.

Sapore di miele,
sapore d'umore:
alveare mio, stilla ancora amore!
Suggo e bevo come fa l'ape al fiore.
Il tempo è dei giochi
che accadono allegri,
e solo questo è il mondo che vogliamo:
lascia un gusto dolce che godiamo

ancora e ancora
finchè lo vuoi.
Dammi il tuo nettare, mia bella Venere,
che tornerò il tuo duro Satiro.

Ancora e ancora,
finche mi vuoi:
con il tuo nettare, mia sacra Menade,
io tornerò il tuo duro Priapo.

Ecco... lo sento ritornare...
si tu dissetami così...
vieni a gustare il tuo sapore
il tuo desiderio qui ... su me... oh si...

Eccomi qui mia bella Venere
rinvigorito bella Venere
sono il tuo satiro ancora di più
e vengo su giù su giù su giù
Eccomi qui mia sacra Menade
rinato mia gustosa Menade
sono un tuo fauno 
sono il dio pan 
e vengo su giù 
su giù su giù.


 

sabato 18 maggio 2013



Parole che vanno e vengono in quantità:
come pennellate di colore cariche
aggrumano le preziose tenuità
in cumuli di volgari croste, ovunque.

Forse sarebbe più bello tacere,
in accordo coi nostri pensieri,
che solo ad esprimerli in verbi e parole
non sono più verità.

Ma so che sarebbe anche bello
Sceglierle bene;
per farle aderire con più precisione
all'anima con la sua musica.

Sento svanire il suono infinito,
il timbro che unisce le vite
alle cose del mondo:
l'umano ululato strepita
e tutto si fa disarmonico.

Quanto rumore e parole in libertà…
Quanto timore di ammutolire in sé…

L'umano fracasso contamina
Il fiato dell'universo. 




venerdì 17 maggio 2013




E' una questione di qualità:
la tua presenza
rassicurante e ipnotica
mi affascina
e gioca col mio senno
e ne lascia ben poche briciole.

E io amo darlo a te,
o amabile
custode degli sguardi che
ti dedico
fra lo sragionamento e l'estasi
degli amplessi magnifici,

perchè tu sai come farmi uscire da me,
dalla gabbia dorata della mia lucidità;
e non voglio sapere quando, come e perchè questa meraviglia alla sua fine arriverà.

Musa: ispirami
Musa: proteggimi
Ogni ora

mi strega e mi rapisce
la tua giovane
saggezza incomparabile
(che ossequio)
e l'eleganza di ogni tua
intenzione è incantevole.

e quando ti congiungi a me
sai essere
deliziosamente spinta
e indocile,
coltivando le tue bramosie
sulle mie avidità.

tu sai come farmi uscire da me,
dalla gabbia dorata della mia lucidità;
e non voglio sapere quando, come e perchè questa meraviglia alla sua fine arriverà.
e sai come prenderti il bello di me
mettendo a riposo la mia irritabilità;
e non voglio sapere come riesci e perchè:è una meraviglia, e finchè dura ne godremo
insieme.

Musa: ispirami
Musa: proteggimi
Musa: conducimi
Musa: adorami
Musa: noi ne godremo insieme

voglio aver bisogno di te:
come di acqua confortevole.
vuoi aver bisogno di me? troverai terreno fertile.

giovedì 16 maggio 2013




Sto perdendoti
(e quando accadrà
il demonio del grande rammarico
il mio girovagare dovrà
fuggire ovunque,
inseguito dalla colpa)

Di quel che sciupai
ben più sciuperò
fra i timori e l'inettitudine,
e a ogni persa occasione o viltà
la tua fine in me
crescerà come un'onta.

Canto il bene che ti vorrei,
chiuso tra le catene
di un'incomprensibile prigione che mi opprime.

Canto il nulla che prenderai
dalle folli mie pene,
e non mi è di consolazione sapere
che son figlie anch'esse di te.

Stai guardandomi...
Ti sento...lo sai?
ma non serve a farti raggiungere
da un afflato di umanità.
E apatia ti dò,
anelando alla dolcezza.

Canto...



mercoledì 15 maggio 2013



Puoi gioire quanto vuoi
e stare in superficie con chiassosa ilarità: 

non ti guarderò con l'imbarazzo
di un'invidia affatto labile. 

E tu non baderai chi siamo
non saprai e forse lo dimenticherai,
perché quelli come noi son fatica inutile. 

Puoi giocare quanto vuoi
e dare corpo a tutta la tua luminosità: 

non ombre troverà chiunque vi cercasse
un che di inesplicabile. 

Appari e niente più
e scappi
e voglia di vivere sprezzando
ciò che ti potrebbe far riflettere. 

Oh… mi dici quello che ti capita
se una batosta arriva e dentro ti dilacera? 

Oh… sogghigni con la tua dolcezza
a tutti i bei pezzetti
in cui si è frantumata l'anima?





martedì 14 maggio 2013



Correre felici sui declivi io e te,
con gli stivaletti a punta barcollare
finchè noi ci tuffiamo in un cespuglio
con grida sceme e all'unisono.
Molestare i fiori con la schiena
che tu hai baciato poco prima, fra le scapole.
E poi salutare insieme il cielo
lassù con occhi che si adorano.
Quindi andare a ovest:
la taverna lo sai, è lì che aspetta
il sole scende giù
e io con un bicchiere in mano,
in posa per te, fingendo solitudine…
(eppure il messaggero sarò della futura inquietudine).
E ancora correre spostando l'aria
come hanno fermato queste foto di anni fa.
E ancora ridere leccando l'aria…
la ricordo bene, quella estate magica.
Ecco qua lo scatto dove abbracci anche lui
con ingenua affettuosità…
vanno ancora bene gli affari
e con l'amore come dicono?
Io non ti ho mai più pensata,
ma so che i tuoi bambini crescono.
E ancora correre… 




domenica 12 maggio 2013



Giunge l'inverno come le favole
che al bimbo il padre racconterà
Un' impressione addomesticabile
porta un timore che svanirà
eppure ti inquieta andare a dormire
perché c'è un freddo che può fare male.
Fuori la brina semina gli aghi
e dentro te c'è desolazione, fra i roghi.
Si addensa il cielo poco socievole
in bianche o grigie cupidità
la neve rende grevi le nuvole
in questa alba metallica
eppure ti appresti a dimenticare
quei turbamenti costretto a sognare
fra suoni e odori ci sono motivi
che ti ricordano che fai parte dei vivi..
..che fai parte dei vivi
che fai parte dei vivi.. dei vivi..
E al limitare della grossa via quasi il risultato di una malia
come in un vuoto un cambio interiore fa sì che il fango abbia un nuovo colore
alle ghiacciaie dei tuoi pensieri
giungono gli slanci della foga di ieri
tu non ti chiedi com'è che accade, ma il tuo istinto se ne avvede
E ritorna il tuo bel viso rinvigorisce la tua frenesia di luccichii arcobaleni è intreso l'armamentario della tua fantasia.
Vedi le note delle tue creazioni, tintinnare fra postini e furgoni pattinando sulla strada gelata
e il vento fa una frase armonizzata..
E il bambino che c'è in te fà il fanciullino che pensai,
corre ai pascoli e alle viole sui bei prati della tua città
Ed è così che l'estasi dell'arte ancora ti aiuta a dimenticare allegramente che sei senza una lira! 




sabato 11 maggio 2013


Da un viale alberato
all'interno dell'auto,
io seduto.

Da fuori a dentro... .
Cartografia del cuore:
.

Cullami
col suono
delle tue parole soavi,

come un disco che
generi
emozioni inusuali.

Sospendimi
nell'ubiquità
di immagini evocate,

quasi toccabili...
nell'immensità
dei loro istanti dorati.

Mi sento portato altrove, vago.
La mente si accende di qualcosa che
sa di malinconia sensuale.

Il mondo è ovattato là fuori e non c'è
disturbo che possa corrompere
quest'oasi eccezionale.


venerdì 10 maggio 2013



Vorrei farti diventare come me,
mio pulcino gioioso nella gabbia dorata.
C'è chi parlerebbe di corrompere,
ma io so che ne usciresti bella eccitata.
E mi azzardo a dire: a lungo andare anche grata.
Sono solo barriere di spessore morale,
ma la carne è debole...
Ho in serbo un turbine per te,
e ho voglia di infiammare la tua erotica e vivida curiosità.
.
Orizzonti nuovi che si accendono...
Guarda quante sirene fanno miao con la mano!
E quegli stormi là che vi volteggiano...
Loro si che sanno come andare lontano!
(e tu non dar retta a chi blatera invano)
Con la mia poesia voleremo senz'ali:
noi poeti sappiamo intenerire e mentire.
Sono solo barriere di spessore morale, ma la carne è debole...
Ho in serbo un turbine per te,
e ho voglia di infiammare la tua erotica e nitida curiosità. 




giovedì 9 maggio 2013


 si sente spaesato 
a una specie di incredulità s

ente di non avere certezze 
e forse ne fanno la svendita.


Si chiede come si potrà mai fare 
per darsi vita 
e rintracciare le anime belle e salve che cantava De Andrè

perchè rifiuta di accettare di essere l'unico anormale 
ma come si può fare a rintracciare le anime che ti son simili.

 odia ciò che accade nella quotidianità 
negli uffici o per le strade
 la gente non lo stimola 
lo scenarioè un melodramma di artificiosità
 con inserti di forzata vuotaggine.
Si chiede come si potrà mai fare
 perdersi vite e rintracciare le anime belle e salve che cantava De Andrè

perchè rifiuta di accettare di essere l'unico anormale
 ma come si può fare a rintracciare le anime che ti son simili.
Perchè ti son simili 
perchè sensibili 
molto meno fragili di chi tutto crede di sapere 
di quel grande nulla che sa poi s'intristisce,
pieno di dubbi poi si incupisce vedendosi di spalle e partire.

Come si potrà mai fare perdersi vite 
e rintracciare le anime belle e salve che cantava De Andrè

perchè rifiuta di accettare di essere l'unico anormale 
ma come si può fare a rintracciare le anime che ti son simili. 






mercoledì 8 maggio 2013



L'amore più puro in un tepore nuovo
di celesti lenzuola e del loro ristoro:
sono i soffici raggi delle pupille tue,
vi si accuccia il cessare delle sue paure.

Ed io ti spio 

e mi commuovo





martedì 7 maggio 2013




La felicità non è impossibile
La stupidità la rende facile,
Come un'ebbrezza effimera che può imbrogliare
Fino a non capire che può fare male la sua vanità
Se sai bene ciò che fai
La felicità sarà sempre raggiungibile
Se non sai quello che vuoi
L'infelicità sarà spesso incomprensibile
Se davvero sai chi sei la felicità… sarà dentro di te
La felicità sorride attonita,
Con ingenuità e un largo brivido,
Alla bellezza eterea che sa incantare
E alla poesia che ci fa sentire la forza della bontà
Se sai bene ciò che fai
La felicità sarà sempre raggiungibile
Se non sai quello che vuoi
L'infelicità sarà spesso incomprensibile
Se davvero sai chi sei a felicità sarà desiderare ciò che hai
Dentro, in fondo all'anima 

Dentro di te




lunedì 6 maggio 2013



C'è un piacere ben speciale nel rinascere
quando tutta la terra intorno a te è bruciata:
dal deserto di ogni cosa morta e inutile
voli via con agilità nuova.
Poi rimani alto e con un ghigno malefico
osservi gli avvoltoi che non ti trovano.
Plani e infine atterri dove il mondo
è bello e florido,
e t'incammini pieno di euforia e vitalità.
E il tuo spirito gioisce
sparpagliandosi tutto dentro te.
Ogni spettro ne perisce,
abbagliato da questa intensità.
C'è un sapore ben speciale nel rinascere
quando hai lottato il giusto per farcela,
quando sei andato dritto per la strada
che hai eletto come via maestra.
Ma tutto ciò sai che non potrà resistere
se non sarai sempre attento e vigile.
E se vuoi mantenerti buono e incorruttibile...
rifugiati in te. 

E il tuo spirito gioisce... 



domenica 5 maggio 2013



Come i fiori al campo danno voluttà
(e non puoi contarne intero il numero)
così saziami con generosità:
tu sei la gioia, e smaglio attratto e cereo

Ho contratto intesa con lo spirito
ora è nudo e, vedi? Non ragiona più.
Come una falena ai lumi palpita
io vado dritto al suono dove imperi tu.

Bastano i prodigi che tu sei
Contano i sapori che mi dai
Io ti giro intorno e ingoio fremiti
Io ti giro intorno senza limiti

Voglio la via più facile per avere quiete complice.
Voglio te dentro me per farcela.

...è come esaudire la gravità
prendere posto nel vortice...

Bastano i prodigi che tu sei
Contano i sapori che mi dai
Io ti giro intorno e ingoio fremiti
Io ti giro intorno senza limiti 


sabato 4 maggio 2013



Noi sereni e semplici o cupi ed acidi,
noi puri e candidi o un po' colpevoli
per voglie che ardono:

noi cerchiamo la bellezza ovunque.

E noi compresi e amabili o offesi e succubi
di demoni e lupi, noi forti ed abili
o spenti all'angolo:

Noi cerchiamo la bellezza ovunque.
E passiamo spesso il tempo così,
senza utilità (quella che piace a voi)
senza utilità (perché non serve a noi) 



venerdì 3 maggio 2013



Scalerò le montagne
per ritrovarmi ogni volta che
mi sentirò trascurato
dal me stesso che piace a me.

Sarò la mia idonea compagnia
fino a che la mia vista capirà
quale direzione prendere
nel lungo-breve viaggio della vita.

Io e me siamo il meglio che c'è: siamo fertili.
Io e me siamo il meglio che c'è: siamo duttili.

Scenderò dai dirupi
aggrappato all'altro me,
per tornare fra i lupi
delle selve delle città.

Sarà la migliore garanzia
di acquisire l'immunità
da tossine e patogenesi
per abuso di contiguità.

Io e me siamo il meglio che c'è: siamo fertili.
Io e me siamo il meglio che c'è: siamo duttili.

E quando sei convinto che sia meglio così...
E sembra che la tua furbizia trionferà...
E quando sei... e quando sei sicuro di te
e senti che non stai sbagliando, proprio no!...

Beh... fanne tesoro, perchè verrà...
cenciosa e rapace verrà
la solitudine su di te.
solitudine su di te)

Fanne tesoro, perchè verrà...
lagnosa e tenace verrà
la solitudine su di te.
solitudine su di te)

Fanne tesoro, perchè verrà...
astiosa e vorace verrà
la solitudine su di te.
solitudine su di te)

Fanne tesoro, perchè verrà...
Fanne tesoro, perchè verrà...
la solitudine su di te.




giovedì 2 maggio 2013




Il mio naso sulle tue palpebre
(serrande alzate)
che non sanno se chiudere
la bottega in cui le fate
hanno lo sguardo immoto
sul dormire che non giunge.

Il tuo fiato è un poco affannoso,
si disperde là
dove vagheggi 

chissà quale fantasia perduta
o fiaba, raccontata
per avere il tuo sonno.

Dalle tapparelle un bel sole
riga di buonumore quel pulviscolo;
dentro sono avvinto e c'è amore
in groppi e batticuore: lo sentissi anche tu!

Il mio naso sulle tue palpebre
le sfiora appena
e sa non farsi notare:
fiuta forse il gusto d'arcano
del tuo trasognare
che oltrepassa ogni meta?

Metafisica è la tua intesa
con ciò che mi sfugge
e posso solo ammirare.
Molto fisica è la sorpresa
di averne prova...
ora che ho appreso a scrutare.

Lievemente il sole è calato
e un nuovo taglio estende quelle strisce ridenti;
dentro sono avvinto e c'è amore
in groppi e batticuore: lo sentissi anche tu!

La mia culla è meraviglia esplosa
non ti dondola ma avvolge e ammanta.
La mia culla è poesia ansiosa
di svelarmi quello che ti incanta 




mercoledì 1 maggio 2013




Pensa a un cuore 
che sia intelligente e ragionevole,

pensa che sia il tuo 
e immagina la sua virtù.

Pensalo capace di permettiti di essere 
consapevolmente buono e amabile.

Ci vuole poco 
e otterrai una verità:
 la gentilezza è carismatica, 
allieta chi la riceve 
e chi la dà, 

stordisce il male 
e la sua banalità.

Pensa a un mondo
 senza l' indecenza degli stupidi, 

pensalo immune dall' irascibilità.

Sogna... e non temere che la cosa sia impossibile: 
esser belli dentro di per sé ti appagherà.


Ci vuole poco... 
Non farti fregare: 
confida in me.

Ti voglio aiutare a crescere.

Non ti rassegnare a vivere senza sapere di essere.