sabato 7 novembre 2009



Lo stupore che mi colse
quando lei mi disse: sono innamorata di te

dura troppo poco la vanità di sentirsi amati
un po' di gratitudine,
poi voglia di fuggire via...

Non riesco a immaginare qualcuno
qualcosa che inizi
ho più dimistichezza con la fine

e non c'è niente che mi riporta indietro

Ci sarà un altro posto nel mondo
una strada che riparte da qui

ci sarà un altro istante nel tempo
per vivere tutte le vite possibili che volevo io

Un auto in lontananza sfocata dal sole
viene verso di me

il caso ci porge infinite possibilità
che non possiamo cogliere
e si perdono...



non serve a niente ormai guardarsi indietro...

venerdì 6 novembre 2009




Tutto ciò di cui ho bisogno è un po’ di tempo
Per recarmi dietro al sole e lasciarvi la mia impronta

Tutto ciò di cui ho bisogno è un po’ di pace
Così da poter gioire


Dopotutto c’è qualcosa da concedere

Dopotutto c’è qualcosa da fare

Dopotutto c’è qualcosa da vivere

Tutto ciò di cui ho bisogno è un piccolo segno
Per recarmi dietro al sole e lasciarvi la mia impronta

Tutto ciò di cui ho bisogno è un posto ancora da trovare

Ed è là che gioirò


Dopotutto c’è qualcosa da concedere

Dopotutto c’è qualcosa da fare



Dopotutto c’è qualcosa da vivere

Con te



AngS

giovedì 5 novembre 2009

ti ho vista negli occhi

(e mischio le mie carte)






La felicità,

pura,

come si presenta a noi anime,

a volte può sembrare un’illusione ottica,


dentro non è facile trovarla,

esternarla per qualche chiaro motivo,


e lei che mantiene in gioco i nostri stati d’animo,

e lei che ci fa pensare al domani,

ci tiene vivi in questo presente,


ma non è facile da trovare e desiderare,


ne ho sentito l’odore,

mentre entravo nei tuoi occhi,


mentre la mia pelle si riscaldava come incenso,

mentre la pioggia in superficie scivolava giù nei giardini dei desideri,


i desideri,


infiniti e interminabili…

sembra a volte che facciano parte di un altro mondo,

tanto distante da noi,

ma capace comunque di farci incontrare ovunque.


Tra miliardi di altre stelle,

in questo cielo colmo di astri,

ti vedo chiara dove sei,

nella mia testa,

e illuminare fai il mio cuore,

che allo scoperto esce indisturbato dalla notte

per venire a guardare come dormi,


il respiro intenso nei tuoi gesti,

il colore del cielo nei minimi dettagli…


e il tuo corpo che mi confonde dentro.


In questo giorno di novembre,

tra il mio letto disfatto,

e luci in penombra,

ti tengo per me,


lontano da tutto quello che oggi non ci appartiene,


ti incontrerei, subito,

nei pensieri,

per rincorrerti e fuggire in diversi mondi simili a noi,


ti accarezzerei fino a diventare leggero,

fino a diventare scia luminosa,

fino ad essere acqua che si adatta e si espande,

nelle stanze della tua memoria

che come labirinti conduce alla tua essenza.


Non scappare, non ora


Perché come un immagine stampata nelle mie cicatrici

vivi e respiri insieme a me.


C’è assenza di regolarità nelle cose,

non so dove andare a chiedere i tuoi sogni,

non so se è giusto in questo mondo volere, immaginare, sognare,


ma mi sento tanto umano quanto straniero in questa città di nessuno,


in questo mondo che ci rende differenti ma tanto vicini da sfiorarci comunque.


Ora il niente sparirà in una nuvola fatta di desideri e passioni da cercare,


ora che scendo qui a combattere

sarò l’unico che non abbandonerà la tua nitida immagine.


L’amore ti seduce,

ti combatte,

ti illude

e poi ti uccide,


e puoi solo raccogliere i resti di te in qualsiasi angolo di questa vita,


ma non vuol dire niente essere capaci delle proprie azioni,

perché la vita la facciamo noi.


Ora che i rumori sono andati via,

ora che la notte esce allo scoperto


e qui che il tuo pensiero mi invade la mente,

e in questi posti che ti terrei per sempre.


Le ombre che si mischiano nei silenzi,

i silenzi stessi, a suggerirmi e a parlarmi di te,

ora che mi scorri dentro.


Sono umilmente me stesso davanti hai tuoi occhi,

sono io,

che scendo a patti con la luna perché mi porti da te,


nel sonno ti verrò a toccare,

per renderti partecipe dei miei stai d’animo,


ti guarderei fino all’arrivo dell’alba

ti starei accanto solo per guardare i respiri,

ti accarezzerei così tanto da trasmetterti il mio profondo


per sparire nel giorno in cui tutto diventa reale

e tutto diventa diverso.


Le note che sento intorno a me,

Sono cento di questi momenti intensi che stanno colorando questi giorni impensabili,

immaginabili,

irripetibili nel mio piccolo universo.


Ora che ho capito il vero,

Il capo linea di questa vita si colora di mille stagioni


profumano di te,


ti sento,

ti sento nelle strade che percorro,


ti vedo negli angoli bui di questo presente tanto folle,

da tenerci appesi a un sottilissimo filo,

quello delle speranze,

quello dei sogni che non ti immagini mai,

quello che si espande e si confonde.


Ricorda tutto dei momenti passati,

che giacciono nel profondo di un abisso,


li, rimarranno indisturbati dal tempo

li saranno nostri e non si mischieranno con nessuna di queste sensazioni che minacciano l’esterno.


Non so cosa farei,

forse per il troppo volerti,

ti lascerei in balia di te stessa,


…ed ora

che sono passati lunghi momenti da quando la tua voce parlava e raccontava

ora, mi sento solo,


Ma questa è la vita,


e non puoi immaginarti mai quello che dietro l’angolo potresti incontrare,….


ti ho vista negl’occhi,


e mischio le mie carte,


mischio le carte di questo folle gioco,

dove ci saranno vincitori e vinti,


ma è sempre qualcosa da vivere al massimo,

a denti stretti,

con la voglia di fare


perché dopo una lunga battaglia,

gli albori portano sempre la pace.






AngS



mercoledì 4 novembre 2009

(che complica le cose che ho)





Una notte blu ricopre il cielo.

una notte blu imcombe su di me,
la osservo svanire fuori dalla finestra.

Nascondo le mani sotto le guancie,

mentre rifletto sulla mia giornata,
sul mio presente e sul mio passato.

Infilo la mia camicia da notte blu,
e subito mi corico a letto.

Sfioro le soffici lenzuola,
chiudo gli occhi

e nascondo la testa sotto le coperte.

Un piccolo elfo mi osserva,
corre verso di me senza muoversi

dal suo posto - Lui,
Un elfo osservatore.

Apro gli occhi,
li pulisco dalle crosticine,

mi allungo e controllo (in caso non l'avessi già fatto)
che tutto sia tornato a posto e che tutto vada bene,

eppure c'è ancora qualcosa che manca,
qualcosa....


come la mancanza assoluta delle pareti della mia casa.


chi sei
( ? )



AngS

martedì 3 novembre 2009

ho trovato un modo





ho trovato un modo

un modo per farti sorridere

ho letto cattive poesie
nella tua segreteria

ho salvato i tuoi messaggi
solo per sentire la tua voce

ascolti attentamente
le rime contorte

dici sempre il tuo nome

come se non sapessi che sei tu
il tuo meglio

ho trovato un modo

ho trovato un modo

un modo per farti sorridere

un modo per farti saparire dalla mia vita
(tu hai fatto il meglio)


il mio meglio

conto le tue ciglia di nascosto
per ognuna di esse ti sussurro “ti penso ancora”

mentre ti lascio dormire (tra i miei pensieri)

lo so.. mi stai guardando ad occhi chiusi

ascoltando
penso di aver visto un sorriso


ho trovato un modo

ho trovato un modo


un modo per farti sorridere



lunedì 2 novembre 2009


e se sono prigioniero, io mi sento libero





Io sono la classica persona

che ama solo quando soffre

o quando sente più vicino l'abbandono.

E sento qualcosa che ci unisce
destino fatale e ineluttabile
come un legame
tra la vittima e il carnefice.

Allora, cosa chiedi di meglio?
Se a te piace farmi male...

Legami le mani
legami con doppi nodi all'anima

porta la mia vita
a correre da qualche parte e stancala

solo mi farai felice
se sarai crudele con me

e se sono prigioniero
io mi sento libero.


Questo gioco delle parti
prevede la tua fuga
e il mio aspettarti

ci porta dentro
una spirale interminabile.

Allora, cosa chiedi di meglio?
se a te piace farmi male...

Legami le mani
legami con doppi nodi all'anima

porta la mia vita
a correre da qualche parte e stancala

solo mi farai felice
se sarai crudele con me

e se sono prigioniero
io mi sento libero.





sabato 31 ottobre 2009



libera le mie mani




Sono una fontana di sangue
nella sagoma di un ragazzo

sei l'uccello sull'orlo ipnotizzato dal turbine

Bevimi - fammi sentire vero

il gioco che giochiamo è quello della vita
l'amore è un sogno lucido a due

Ora lasciami - torna stanotte

la marea ti mostrerà la via

Se dimentichi il mio nome
ti perderai

come un' orca assassina
intrappolata in secca

sono un tappeto di brace
che brucia sotto i tuoi piedi

sei quello che mi passa sopra

sono la tua strada senza uscita
un mormorio nell'acqua

un segreto da sentire per te

Sei colei che cresce distante
mentre ti chiamo accanto me

Ora lasciami - torna stanotte

la marea ti mostrerà la via

Se dimentichi il mio nome
ti perderai

come un' orca assassina
intrappolata in secca

Sono un albero che genera cuori

ogni volta che ne prendi uno

sei le mani che si insinuano

sono il ramo che tu spezzi


e allora libera le mie mani

venerdì 30 ottobre 2009

ora

(ora quando?)


Ora che rammento chi sono,


ora che ricordo (o cerco di ricordare),


ora,


qui da solo,

(aiuti utili ne vedo ben pochi),


ora vieni a vedere come si sta.


Vieni lenta vita frenetica di questi anni,


vieni e assapora quello che per tanto tempo ho ingoiato, sputandone il veleno!!


I giochi si fanno (si disfanno),

le situazione avvengono (si allontanano),


ed io,


che non so bene in questo mondo ancora chi sono


giaccio,


ascolto,


penso!


e nulla il mio cuore, debole e forte,

può compiere


trovare una soluzione alla disfatta apparente di un impero,

un impero stanco di aspettare,


stanco della monotonia utile ma allo stesso tempo viziosa e ingannevole.


è colpa mia, (forse no),


ma parlo ora a me stesso da persona alquanto coerente a questo muro che dietro me si sgretola

(non da cenni di alcuna ricostruzione).


Capitemi,


Lo dico per chi ora mi vuol capire,


ma non piangete le mie lacrime


perché nessuno ora le può ascoltare e vedere (e forse anche bere).


Fuggite dunque nel nulla,

perché dal nulla sto venendo.


Non ricordo l’ultima volta che ho versato un dispiacere,

ne tanto meno lo farò adesso,


ma se c’è qualcuno che ascolta,


se la vita poi un senso nelle nuvole disegna,


attenderò affinché qualcosa di buono potrò respirare,

e combatterò


anche se il prezzo da pagare sarà quello di perdere, tacere (e quindi aspettare).


Taccio...!

Perché non devo dire nulla.


Solo un infinito dispiacere che inganna il mio corpo e lo attraversa

Stupisce i miei sensi e li sconfigge,

afferra il mio cuore (come un ombra nera in una giornata di sole lo nasconde),

lo disarma,


e sconfitto si nasconde per sparire (e respirare).


Se un giorno racconterò con sorriso, il mondo e l’infinito,

in quel giorno forse nessuno più , (tranne me)

si ricorderà di un anima che ha sofferto per quel troppo che ha avuto vicino,


per l’indifferenza,


per la monotonia,


e per tutti quei giorni che ha pensato di scappare per forgiarsi nuovamente.



Cosa rimane ora di me


Che sarà di me quando avrò il coraggio di camminare (da solo?).


Cosa….

Dimmi cosa….


I progetti,

l’animo di un uomo,

il duro lavoro,

le difficoltà

(le parziali affinità),

(il male minore),

la mala passione della carne (che uccide il cuore)


ora dico che tutto questo non serve a davvero nulla,


non serve!

(non serve?)


Non riesco a capire confuso da questo viaggio forte e discontinuo,

non respiro,


ma come neve nell’inverno cupo,

come sabbia asfissiante in un deserto (di parole),

come nuvole, presagio di pioggia (e di intenso dolore),

come vento freddo e tagliente,

(come un' illusione fluorescente),


mi adatterò per seguire là figura che ora sono,


e che il mio personale dio

(il dio che conosco),

mi segua (perché l’uomo và seguito),


ora,


come spesso in passato,


ho la testa altrove (forse vuole andare),





e condurmi dove non potrà

(dimmi dove).

AngS






giovedì 29 ottobre 2009

forse i nostri sogni dormono




Questi fiori blu ci deviano
le visioni poi ci assalgono

questi campi d'illusione,
la mia sensazione


quanti amanti nel peccato
dannati dal fato



qusti suoni insani assordano

strane luci, frattali
simmetrie

confondono le idee

la memoria del passato
aggredisce il mio stato


ho ragioni per restare
in ebbrezza totale


se parti, vedrai, non tornerai mai
se parti, vedrai, non tornarai mai...

piu'



forse i nostri songni dormono

nei racconti dei libri di storia,
come le bugie



ora so odiare l'amore,
amarne la fine


questo mare di paure
mi nasce dal cuore



se parto, vedrai, non tornerò mai

se parto, vedrai, non tornerò mai




mercoledì 28 ottobre 2009

nostre foto, film e pane caldo




E quando solo i muri resteranno
e chiuderai dietro di te la porta
e ciò che è stato adesso non importa
perché la notte non sarà più un anno.

E quando sulla via non passeranno
i nostri passi sotto casa e morta
la voce della nostra voce e corta
la fila dei ricordi che ti avranno.

Allora in internet farai un sito
di nostre foto e film e pane caldo
per conservare un luogo ormai finito.

E certo poi sorriderai se il tuo uomo
abbracciandoti da dietro ti dirà
che lui non c’era, cazzo, ma c’è e sarà.




martedì 27 ottobre 2009

(fra i tuoi Re)




Scegli me fra i tuoi re

un vortice ci avvolgera'
ti prendero', se mi vuoi
danzammo in due,

lei se ne ando'

ed io ora


ho i ricordi chiusi in te
la tristezza dentro me
tra due mani, le mie

di lacrime, poi si bagno'
il regno che ho chiesto a te,

ed ora


ho i ricordi chiusi in te
la tristezza dentro me
tra due mani, le mie


sono i cieli neri che,

io so

non si scioglieranno piu