giovedì 5 novembre 2009

ti ho vista negli occhi

(e mischio le mie carte)






La felicità,

pura,

come si presenta a noi anime,

a volte può sembrare un’illusione ottica,


dentro non è facile trovarla,

esternarla per qualche chiaro motivo,


e lei che mantiene in gioco i nostri stati d’animo,

e lei che ci fa pensare al domani,

ci tiene vivi in questo presente,


ma non è facile da trovare e desiderare,


ne ho sentito l’odore,

mentre entravo nei tuoi occhi,


mentre la mia pelle si riscaldava come incenso,

mentre la pioggia in superficie scivolava giù nei giardini dei desideri,


i desideri,


infiniti e interminabili…

sembra a volte che facciano parte di un altro mondo,

tanto distante da noi,

ma capace comunque di farci incontrare ovunque.


Tra miliardi di altre stelle,

in questo cielo colmo di astri,

ti vedo chiara dove sei,

nella mia testa,

e illuminare fai il mio cuore,

che allo scoperto esce indisturbato dalla notte

per venire a guardare come dormi,


il respiro intenso nei tuoi gesti,

il colore del cielo nei minimi dettagli…


e il tuo corpo che mi confonde dentro.


In questo giorno di novembre,

tra il mio letto disfatto,

e luci in penombra,

ti tengo per me,


lontano da tutto quello che oggi non ci appartiene,


ti incontrerei, subito,

nei pensieri,

per rincorrerti e fuggire in diversi mondi simili a noi,


ti accarezzerei fino a diventare leggero,

fino a diventare scia luminosa,

fino ad essere acqua che si adatta e si espande,

nelle stanze della tua memoria

che come labirinti conduce alla tua essenza.


Non scappare, non ora


Perché come un immagine stampata nelle mie cicatrici

vivi e respiri insieme a me.


C’è assenza di regolarità nelle cose,

non so dove andare a chiedere i tuoi sogni,

non so se è giusto in questo mondo volere, immaginare, sognare,


ma mi sento tanto umano quanto straniero in questa città di nessuno,


in questo mondo che ci rende differenti ma tanto vicini da sfiorarci comunque.


Ora il niente sparirà in una nuvola fatta di desideri e passioni da cercare,


ora che scendo qui a combattere

sarò l’unico che non abbandonerà la tua nitida immagine.


L’amore ti seduce,

ti combatte,

ti illude

e poi ti uccide,


e puoi solo raccogliere i resti di te in qualsiasi angolo di questa vita,


ma non vuol dire niente essere capaci delle proprie azioni,

perché la vita la facciamo noi.


Ora che i rumori sono andati via,

ora che la notte esce allo scoperto


e qui che il tuo pensiero mi invade la mente,

e in questi posti che ti terrei per sempre.


Le ombre che si mischiano nei silenzi,

i silenzi stessi, a suggerirmi e a parlarmi di te,

ora che mi scorri dentro.


Sono umilmente me stesso davanti hai tuoi occhi,

sono io,

che scendo a patti con la luna perché mi porti da te,


nel sonno ti verrò a toccare,

per renderti partecipe dei miei stai d’animo,


ti guarderei fino all’arrivo dell’alba

ti starei accanto solo per guardare i respiri,

ti accarezzerei così tanto da trasmetterti il mio profondo


per sparire nel giorno in cui tutto diventa reale

e tutto diventa diverso.


Le note che sento intorno a me,

Sono cento di questi momenti intensi che stanno colorando questi giorni impensabili,

immaginabili,

irripetibili nel mio piccolo universo.


Ora che ho capito il vero,

Il capo linea di questa vita si colora di mille stagioni


profumano di te,


ti sento,

ti sento nelle strade che percorro,


ti vedo negli angoli bui di questo presente tanto folle,

da tenerci appesi a un sottilissimo filo,

quello delle speranze,

quello dei sogni che non ti immagini mai,

quello che si espande e si confonde.


Ricorda tutto dei momenti passati,

che giacciono nel profondo di un abisso,


li, rimarranno indisturbati dal tempo

li saranno nostri e non si mischieranno con nessuna di queste sensazioni che minacciano l’esterno.


Non so cosa farei,

forse per il troppo volerti,

ti lascerei in balia di te stessa,


…ed ora

che sono passati lunghi momenti da quando la tua voce parlava e raccontava

ora, mi sento solo,


Ma questa è la vita,


e non puoi immaginarti mai quello che dietro l’angolo potresti incontrare,….


ti ho vista negl’occhi,


e mischio le mie carte,


mischio le carte di questo folle gioco,

dove ci saranno vincitori e vinti,


ma è sempre qualcosa da vivere al massimo,

a denti stretti,

con la voglia di fare


perché dopo una lunga battaglia,

gli albori portano sempre la pace.






AngS



2 commenti:

  1. ecco come festeggiare la fine di una guerra...

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  2. mischiare le carte e giocare, l'unica scelta da fare.

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...qualsiasi parola ha sempre un valore...