giovedì 26 novembre 2009

amore è un verbo
Amore è una parola che implica un'azione
Intrepida incoscienza
nel mio sussurro
Dolce stimolo
Mi fa tremare
mi rende più leggero
Intrepida follia
nel mio sussurro
Lacrima sul fuoco
Intrepido calore
nel mio sussurro
Nove notti di accadimenti
Fiori neri che sbocciano
Intrepido smarrimento
nel mio sussurro
Fiori neri che sbocciano
Intrepidi giochi
nel mio sussurro
Lacrima sul fuoco
Intrepida paura
nel mio sussurro
I miei occhi sono d'acqua
Lo specchio più fedele
Intrepido riflesso
nel mio sussurro
Lacrima sul fuoco
di una confessione
Intrepida verità
nel mio sussurro
Lo specchio più fedele
Lacrima sul fuoco
Inciampando un poco
Sbagliando un poco
lunedì 23 novembre 2009
Guardaci(guardami)
Guardaci, in questa cucina
guardaci raccogliere tutte le nostre difese
guardaci dimenare una guerra nella nostra stanza da letto
guardaci abbandonare la nave nei nostri dialoghi
non c'è differenza in quel che stiamo facendo qui
problemi proprio come sono grandi lì fuori
quindi perchè passare tutto il nostro tempo
sfasciando le nostre bende?
quando abbiamo la chiave risolutiva alla questione
proprio qui sotto
guardaci sotterrare ne nostre cricche nella sabbiera
guardaci comportarci come bambini crudeli
verso entrambi i nostri cuori bloccati
guardaci rifiutare tutti io guai difficili
guarda la dittatura che regna nel mio isolato
non c'è differenza in quel che stiamo facendo qui
problemi proprio come sono grandi lì fuori
quindi perchè passare tutto il nostro tempo
sfasciando le nostre bende?
quando abbiamo la chiave risolutiva alla questione
proprio qui sotto
come ho fatto girare le mie ruote
con il carro davanti all'infinito
e come ho fatto a splendere sulla
primavera che c'era fuori, venendo dal buio
riflettori su questi semi di ragioni più semplici
e lo scopo del punteggio è nel grano (?)
spostando oltre il mio limite
non c'è differenza in quel che stiamo facendo qui
problemi proprio come sono grandi lì fuori
quindi perchè passare tutto il nostro tempo
sfasciando le nostre bende?
quando abbiamo la chiave risolutiva alla questione
proprio qui sotto
AngS
domenica 22 novembre 2009
sabato 21 novembre 2009
Sigarette e biscotti al cioccolato
queste sono solo un paio delle mie voglie
tutto ciò che mi piace sembra essere
un pò più forte, un pò più denso,
un pò più dannoso per me
se mi capita di comprare della gelatina alla frutta
la mangio tutta in una volta
tutto ciò che mi piace sembra essere
un pò più dolce, un pò più grasso,
un pò più dannoso per me
e poi ci sono quelle altre cose
che per varie ragioni non menzioneremo
tutto ciò che le riguarda
è un pò più strano, un pò più difficile,
un pò più letale
non è molto intelligente
tende a metterci da parte
a diventare con il cuore infranto
stare qui seduto mi ricorda che
sono sempre stato una scarpa fatta per la città
vado avanti, mi accusate solo
di scivere di luoghi del cuore
dai volti sconclusionati che
hanno libero accesso alla mente e all'anima
non gioco mai al figliol prodigo
e prendo tanto valium sentimentale
non potete aspettarvi che il mondo sia
il vostro Raggedy Andy
mentre correte vi svuotano,
le piccole vecchie bambole con le
sopracciglia aggrottate
dovete continuare a giocare
mantenendovi misteriosi
mentre affrontate il futuro
suggerisco una lettura di
"Lesson in Tightropes"
o di far navigare le vostre alte speranze
su radio Kansas
non è molto intelligente
tende a metterci da parte
a diventare con il cuore infranto
ancora non c'è uno spettacolo alle mie spalle,
non ci sono buchi nè interventi amichevoli
sono solo un piccolo ereditiere,
un pò irlandese un pò torre di Pisa
ogni volta che ti vedo
quindi per favore sii gentile
se sono un casino vivente
sigarette e biscotti al ciccolato
solo
sigarette e biscotti al cioccolato
AngS
venerdì 20 novembre 2009
mi guardo intorno...in questo silenzio...avrei solo una gran voglia di urlare.......
sono qui a pensare,
a cercare parole,
quelle giuste,
quelle all'altezza delle tue che irrompono nella mia umile anima lasciando un vuoto e una pienezza allo stesso tempo,
nello stesso istante...hai scatenato una guerra interna di pensieri,
un conflitto che nn trova pace e probabilmente mai la troverà...
A tratti povera, è così che mi sento...
Sei una via di fuga da tutto ciò che appesantisce i miei giorni, il mio rifugio, un dolce angolo dove raggomitolarsi, dove stare in silenzio, senza aver mai la paura e la spicevole sensazione di essere giudicati (come la foto che mi hai inviato e che mi rappresenta tanto).
I giorni hanno assunto nuove forme,
la realtà è in costante competizione con i sogni, quelli che si fanno ad occhi aperti.
La notte le urla degli ubriachi nn sono più fonte di disturbo ma un dolce sottofondo che prendendomi per mano mi accompagna in luoghi che nn ho mai visto.......e questo grazie a te,
alle tue parole, al tuo modo meraviglioso di saper tramutare un'emozione in una realtà tangibile.
Anche io avrei voluto avere questo dono...e per questo ti invidio..
pensa che prima di mettere giù poche righe devo sgombrare la mente dalla confusione più totale...Sono sempre stata un casino io..
Picasso sarebbe stato il più indicato a dipingere me stessa!!!!!
Ho sempre immaginato di scrivere un libro senza usare virgole punti due punti punto e virgola punto a capo maiuscole minuscole credo che siano totalmente inutili solo uno sforzo che blocca il nostro flusso di idee brillanti inducendoci alla riflessione che nn ci permette di arrivare alla vera essenza di ciò che vogliamo dire comunicare agli altri con la speranza che questi ipotetici altri leggendo possano anche solo per un istante sentirsi come noi ci sentiamo una specie di rivoluzione della lingua una nuova corrente che si muove in direzione ostinata e contraria..........
Eccomi sono ritornata sulla terra..
Anche oggi ti ho raccontato una parte della me più vera..quella che nn conosce nessuno e spero che apprezzerai e che sarai semplicemente felice leggendo questi semplici periodi...
Se tu fossi uno scrittore saresti il mio preferito....continua a trasformare le emozioni in musica perchè io saprò ascoltare fino a che tu lo vorrai...............
giovedì 19 novembre 2009
Se la mattinata ti ha regalato un valore aggiunto..tu mi hai regalato un valore atteso.....
Ma lo sai che ho avuto una disforia temporale tremenda?
Avevo lezione alle 13 e nn alle 14, ho confuso il giorno di domani con quello di oggi...
sarai dannoso per la mia mente, oppure è stato un meccanismo particolare del cervello;
forse semplicemente la mia volontà...!!!
Cmq arrivo in aula alle 14 e dopo 30 minuti il professore finisce la sua lezione sulla vagina(io intanto ero rimasta dispersa nelle tube di Falloppio), cavolo mi sembrava un sogno!!!
Praticamente ero stata io ad aver avuto un ritardo accettabile di un'oretta circa..
Non sentirti in colpa per questo, è stato meglio così!!!!
Devo stare attenta perchè crei dipendenza.
Ho letto la tua mail (naturalmente la mia sarà più breve) e scomponendola in due parti,
quella musicale e quella scritta, per farne un'accurata analisi mi viene in mente un unico e breve termine :Tu!!!!
Quando veniva la febbre a me, cioè quasi mai, era stupendo (malessere fisico a parte) un motivo in più per ricevere mille attenzioni; il mio letto era sempre ricoperto di tutti quei giornaletti da femmina, regalini, pigiami nuovi, ma soprattutto tante carezze e bacini...
mi mancano quando sono qui!!!
I miei mi hanno trasmesso un amore spropositato e....e poi tutto il resto l'ho scoperto io...testarda, ribelle,ho sempre fatto di testa mia alla fin fine...una di quelle che: un consiglio? no grazie!!!!
ora sono decisamente più razionale,anche se spesso quello spirito libero,che è rimasto intrappolato, si risveglia a quanto pare solo per far danni; èla mia essenza e sono contenta che ci sia.
Oddio.....ma quanto ho parlato.
Dovrei studiare, ma non mi va;
dovrei rifarmi il letto, ma nn mi va;
vorrei piangere, ma nn posso, potrebbero preoccuparsi per me;
vorrei nascondermi, ma prima o poi mi troverebbero;
allora credo che studierò, mi rimboccherò le coperte, piangerò e poi mi nasconderò.....
Magari questo sarà il mio buongiorno per te............!!!
con affetto
mercoledì 18 novembre 2009
e se smettessi di mangiare quando sono sazio?
e che mi dici di quegli ortaggi modificati geenticamente?
e che mi dici di quel posto eternamente esclusivo?
grazie India
grazie terrore
grazie disillusione
grazie fragilità
grazie conseguenza
grazie, grazie, silenzio
e se smettessi di incolparti di tutto?
e se per una volta io cogliessi l'attimo?
e che mi dici di quanto mi fa sentire bene finalmente perdonarti?
e se ci affliggessimo per tutto in una sola volta?
grazie India
grazie terrore
grazie disillusione
grazie fragilità
grazie conseguenza
grazie, grazie, silenzio
il momento in cui ho mollato è stato il momento
in cui avevo tra le mani più
di quanto riuscissi a gestire
il momento in cui sono saltato giù
è stato il momento in cui ho toccato terra
e se smettessi di essere masochista?
e se ricordassi la tua divinità?
e se piangessi sfrontatamente
fino a finire le lacrime?
e se non mettessi sullo stesso piano
la morte e la fine?
grazie India
grazie terrore
grazie disillusione
grazie nulla
grazie chiarezza
grazie, grazie, silenzio
AngS
martedì 17 novembre 2009
Oggi pomeriggio ho dormito...
credo che su questo fatto dovranno fare una puntata speciale del "Mondo di Quark".....
ho pranzato con mia madre..... poi sono tortnato a casa.... avevo lasciato le finestre aperte....e al mio rientro... si sentiva odore di vaniglia ovunque....
mi sono steso sul letto tutto vestito.... ho preso il libro ed ho aperto la porta di un mondo incredibile...percorrendo pagine e pagine...., Leonardo daVinci..., Savonarola, i Medici... Firenze.... questo libro mi sta impressionando!!!!!....
Dopo tre capitoli..... i miei occhi si sono chiusi da soli... scivolando in un sonno ricco di elementi........; al mio risveglio ogni parte della stanza era tutta arancione.....
la finestra faceva entrare un lontanissimo e piacevore rumore....., forse macchine in lontanaza.... vento, alberi...... solitudine e silenzio.....
Volevo farmi un tazzone di latte e caffè: ci ho rinunciato....
Volevo chiamarti: ho detto " sarà: super-indaffarata"....
allora sono rimasto con la testa sul cuscino a guardare un punto indefinito.!
Non ho ripreso a leggere.....forse colto dalla sindrome "del rimandare ".......(come te)
sono rimasto sospeso........
poi ha chiamato il mio amico..... questa sera giochiamo a calcetto (visto che entrambi abbiamo marcato visita lunedi)...... poi mi ha detto se ero pronto per sabato.......
...ho detto di si....
ho tanto immaginato e disegnato i tuoi occhi nella mia mente...nel mio cuore....
e mi sembra davvero assurdo sapere che forse avrò la possibilità di vederli, di vederti.......
forse mi sento sospeso proprio per questo motivo....
"I miei occhi....se solo potessi guardarli capiresti...capiresti ciò che penso, capiresti...sentiresti la sofferenza degli ultimi giorni....
........avrei tante cose da dire..........."
la tua sofferenza...e anche la mia....
vorrei tanto vederli questi occhi.......
questi occhi che sento su di me spesso....durante il giorno..mentre lavoro o faccio qualcosa....
questi occhi incredibili......
anch'io avrei tante cose da dire....... spero soltanto che i giorni a seguire ci diano la possibilità di farlo....anche solo guardandoci e basta..
senza dire una parola.....
giochiamo alle 22:00.....se non farò molto tardi.... proverò a chiamarti.....
spero cha la tua testa vada meglio.....
anche la gola....
anche gli occhi.....
insomma..........
+
lunedì 16 novembre 2009
...vorrei solo piangere...
eppure nn riescono neppure a scendere queste maledette e dolorose lacrime..
anche il cielo è triste, ha ripreso a piovere...
Non ho molto da scrivere, credo che in un certo modo, nn chiedermi come, tu sappia perfettamente come mi sento....lo percepisci, bhe nn sbagli!!!
è stata una giornata molto lunga e tra parentesi avevano bisogno di me in ospedale dove sono rimasta fino alle 18..che fatica!!
Quando sono in quel posto pecorro corridoi immensi e passando dalle stanze nn posso fare a meno di sbirciare dentro..sempre gente nuova, sempre le stesse facce....sempre lo stesso dolore---
poi palestra e poi divano, senza cenare...no, oggi non ho fame..
finalmente dopo mille tentativi il pc si è connesso, ho letto la tua mail, ascoltato la stupenda canzone che hai scelto e adesso sono qui...
Sono passata per te...!!!
questo maledettissimo mal di testa non passa e in più ci si è messo anche il mal di gola a dare noia.
...vorrei solo urlare........
ho letto della tua giornata, ho immaginato la tua dolcezza infinita.
I miei occhi....se solo potessi guardarli capiresti...capiresti ciò che penso, capiresti...sentiresti la sofferenza degli ultimi giorni....
........avrei tante cose da dire...........
domenica 15 novembre 2009
Take me down, 6 underground,
The ground beneath your feet,
Laid out low, nothing to go
Nowhere a way to meet
I've got a head full of drought,
Down here, so faroff losing out
Round here,
Overground, watch this space,
I'm open to falling from grace
Calm me down, bring it round
Too way high off your street
I can see like nothing else
In me you're better than I wannabe
Don't think 'cos I understand,
I care, don't think 'cos I'm talking we're friends,
Overground, watch this space,
I'm open to falling from grace
Talk me down, safe and sound
Too strung up to sleep
wear me out, scream and shout
Swear my time's never cheap
I fake my life like I've lived
Too much, I take whatever you're given
Not enough,
Overground, watch this space,
I'm open to falling from grace
sabato 14 novembre 2009
salto mortaleNon avevo altra scelta che ascoltarti
Hai parlato del tuo caso così tante volte
Ci ho pensato
Mi tratti come fossi una principe
Di solito non mi piace questo
Mi chiedi com'è andata la giornata
Mi hai già convinto, nonostante me stesso
E non ti allarmare se cado, con un salto mortale
Non sorprenderti se ti desidero per tutto ciò che sei
Io non posso farci niente
E' tutta colpa mia
Il tuo essere così denso mi ha inghiottito per intero
Sei molto più coraggiosa di quanto mi aspettavo
Non lo dico pensando che non è vero
Mi hai già convinto nonostante la mia resistenza
E non allarmarti se cado, con un salto mortale
Non esser sorpresa se ti desidero per tutto ciò che sei
Non posso farci niente
E' tutta colpa mia
Sei portatatrice di cose incondizionate
Trattieni il fiato e tieni la porta per me
Grazie per la tua pazienza
Sei la miglior ascoltatrice che abbia mai conosciuto
Sei una persona "estranea"
con dei propri vantaggi
Non mi sono mai sentito così non in salute
Non ho mai voluto niente di razionale
Ne sono consapevole ora
Ne sono consapevole ora
AngS
giovedì 12 novembre 2009

c'era una torre che s'ingrigiva, sola sul mare.
sei diventata la luce nel mio lato oscuro.
l'amore è rimasto una droga che è sballo ma non pillola.
ma lo sapevi,
che quando nevica,
i miei occhi si allargano e
la luce di cui risplendi può esser vista.
per me sei come un bacio nel grigio da una rosa.
più ricevo da te,
più strano mi sembra, si.
ed ora che la tua rosa sboccia
una luce colpisce l'oscurità nel grigio.
ci sono tante cose che un uomo può dirti,
tanto quanto può dire.
tu resti una forza,
il mio piacere,
il mio dolore,
per me sei come una crescente dipendenza che non posso negare.
perché non mi dici che è salutare?
ma lo sapevi,
che quando nevica,
i miei occhi si allargano e
la luce di cui risplendi può esser vista.
ti paragono a un bacio nel grigio da una rosa.
più ricevo da te,
più strano mi sembra, si.
ed ora che gli occhi traducono passione.
una luce colpisce il buio nel grigio.
sono stato baciato nel grigio da una rosa,
sono stato baciato da una rosa,
sono stato baciato da una rosa sul grigio,
...e se dovessi cadere lungo il cammino
ci sono talmente tante cose che un uomo può dirti,
tanto quanto può dire.
tu resti la mia forza,
il mio piacere,
il mio dolore,
per me sei come una crescente dipendenza che non posso
negare.
perché non mi dici che è salutare?
ma lo sapevi,
che quando nevica,
i miei occhi si allargano e
la luce che emani può esser vista.
ti paragono a un bacio nel grigio da una rosa.
più ottengo da te,
più strano mi sembra, si.
ed ora che i tuoi occhi traducono dolore.
una luce colpisce il buio nel grigio.
si, ti paragono a un bacio da una rosa sul grigio.
una luce colpisce il buio nel grigio.
AngS
mercoledì 11 novembre 2009
Consiglio di farti calpestare il cuore da tutti
Consiglio di camminare nuda nel tuo salotto
Divoralo (che piccola pillola spezzettata)
E' così buono (nuotando nel tuo stomaco)
Aspetta fino a che la polvere si liquida
Tu vivi, tu impari
Tu ami, tu impari
Tu piangi,tu impari
Tu perdi, tu impari
Tu sanguini, tu impari
Tu urli, tu impari
Consiglio di divorare più di quello che tu puoi masticare
(Io lo faccio certamente)
Consiglio di attaccare il tuo piede nella tua bocca ogni volta
Sentiti libera
Tiralo giù (l'attenzione ti blocca dal vento)
Aspetta a vedere quando il fumo si dirada
Io vivo, io imparo
Io ami, io imparo
Io piango,io imparo
Io perdo, io imparo
Io sanguino, io imparo
Io urlo, io imparo
Portalo (nel modo in cui lo porterebbe un bambino di 3 anni)
Fondilo (dovrai farlo comunque prima o poi)
Le cisterne dei pompieri stanno arrivando da oltre la curva!
Tu vivi, tu impari
Tu ami, tu impari
Tu piangi,tu impari
Tu perdi, tu impari
Tu sanguini, tu impari
Tu urli, tu impari
Tu ti addolori, tu impari
Tu soffochi, tu impari
Tu ridi, tu impari
Tu scegli, tu impari
Tu preghi, tu impari
Tu chiedi, tu impari
Tu vivi, tu impari
AngS
martedì 10 novembre 2009
l'amore di quest'annoSarebbe meglio che l'amore di quest'anno durasse
Il cielo sa che é proprio ora
Ho aspettato per conto mio troppo a lungo
ma quando mi tieni con te come fai tu
mi sento così bene
comincio a dimenticare
come il mio cuore si è spezzato
quando é stato ferito
sentirsi come non poter più andare avanti
Cambiamenti di rotta quando il tempo ancora ferisce come un coltello
se mi ami, accertatene
perché stavolta ci vuole qualcosa in più
che dolci dolci bugie
prima che io apra le mie braccia e cada
perdendo il controllo
di ogni sogno dentro la mia anima
quando tu mi baci
in quella strada a notte fonda
conquistandomi
cantando,
non é dolce questa vita??
L'amore di quest'anno sarebbe meglio che durasse
La confusione di quest'anno sarebbe meglio che durasse
così perché preoccuparsi
se i nostri cuori si spezzano
quando quel dolore arriva
non lo sai che la vita va avanti?
E non mi baceresti
in quella strada a notte fonda
conquistandomi
cantando,
non é dolce questa vita?
L'infedeltà di quest'anno sarebbe meglio che durasse
La follia di quest'anno sarebbe meglio che durasse
AngS
lunedì 9 novembre 2009
Ritorna da me, notte.
Ancora ti sento dentro,
anche se a stenti percepisco più il tuo profumo..
Complice indiscussa dei sogni,
amante delle voglie e dei desideri,
reincarnazione del diavolo che vive in ognuno di noi (sopratutto in me),
ma celeste angelo che mette pace nelle anime di nessuno…
Correndo ti ho vista nasconderti nel nulla,
celata dietro le ombre del passato,
imparo a conoscerti meglio,
nessun inno,
nessun canto,
ma per te, la devozione del mio corpo,
per tel, il profondo del mio cuore,
dove amore a fiumi scorre nel posto che a nessuno appartiene.,
perchè introvabile… .
Allontanami da tutti, oggi
potami via con te perché ho sbagliato troppo..
…e inutile ingannarsi,
prendersi gioco dei desideri e dei sogni,
mi illudo troppo per aspettarti e poi non trovarti,
la notte (questa notte) mi porta a te…
ora che dentro mi sento uomo,
ora che le sofferenze si sono fatte,
ora che le ruvide cicatrici mi raccontano di un amore inutile, a tratti futile e complicato..
ti immagino disteso sulle coperte di una storia disfatta…
disfatta per colpe che forse sono state mie,
dalle incertezze dei tuoi occhi
apparentemente glaciali,
ma disarmanti e sensuali….
Le ombre del mattino,
tiepide a tal punto da non sentire i suoni,
il silenzio assordante di una stanza infinitamente vuota,
il capo chino,
guarda il niente di questo pavimento spoglio di profumi..
esco per cercarti,
e la giornata diventa tua….
Fino ad aspettare la notte….
Perché mi possa raccontare di lei,
nei minimi dettagli del suo corpo.
Allora notte….
che di te ne conosco i volti
aiutami a dimenticare chi sono,
annullami,
abbandonami,
in questo modo potrò venirti a cercare,
lo sto facendo adesso....
Ma sfuggenti sono le tue mosse,
fuggitive ma talmente calde le tue parole,
che riscaldano il mio cuore
così percorrendo le strade di questa città ritorni tu…..,
e le vie mi ricordano di te
perché cercarti adesso è impossibile
anche se ricordo il posto dove nscondi il tuo cuore.
Reagire a che serve…
questa pazzia mi ammala dentro,
e mi sconfigge fuori.
Vivrò….
Per i motivi che forse tu già immagini
Per ricordare,
per trovare una ragione,
per scrivere,
per proteggere la tua anima,
per aspettare la notte,..
e per trovare una,
una sola ragione,
di abbandonare il tuo cuore e...... sognarti.
AngS
domenica 8 novembre 2009
sabato 7 novembre 2009

Lo stupore che mi colse
quando lei mi disse: sono innamorata di te
dura troppo poco la vanità di sentirsi amati
un po' di gratitudine,
poi voglia di fuggire via...
Non riesco a immaginare qualcuno
qualcosa che inizi
ho più dimistichezza con la fine
e non c'è niente che mi riporta indietro
Ci sarà un altro posto nel mondo
una strada che riparte da qui
ci sarà un altro istante nel tempo
per vivere tutte le vite possibili che volevo io
Un auto in lontananza sfocata dal sole
viene verso di me
il caso ci porge infinite possibilità
che non possiamo cogliere
e si perdono...
non serve a niente ormai guardarsi indietro...
venerdì 6 novembre 2009

Tutto ciò di cui ho bisogno è un po’ di tempo
Per recarmi dietro al sole e lasciarvi la mia impronta
Tutto ciò di cui ho bisogno è un po’ di pace
Così da poter gioire
Dopotutto c’è qualcosa da concedere
Dopotutto c’è qualcosa da fare
Dopotutto c’è qualcosa da vivere
Tutto ciò di cui ho bisogno è un piccolo segno
Per recarmi dietro al sole e lasciarvi la mia impronta
Tutto ciò di cui ho bisogno è un posto ancora da trovare
Ed è là che gioirò
Dopotutto c’è qualcosa da concedere
Dopotutto c’è qualcosa da fare
Dopotutto c’è qualcosa da vivere
Con te
AngS
giovedì 5 novembre 2009
ti ho vista negli occhi
(e mischio le mie carte)
La felicità,
pura,
come si presenta a noi anime,
a volte può sembrare un’illusione ottica,
dentro non è facile trovarla,
esternarla per qualche chiaro motivo,
e lei che mantiene in gioco i nostri stati d’animo,
e lei che ci fa pensare al domani,
ci tiene vivi in questo presente,
ma non è facile da trovare e desiderare,
ne ho sentito l’odore,
mentre entravo nei tuoi occhi,
mentre la mia pelle si riscaldava come incenso,
mentre la pioggia in superficie scivolava giù nei giardini dei desideri,
i desideri,
infiniti e interminabili…
sembra a volte che facciano parte di un altro mondo,
tanto distante da noi,
ma capace comunque di farci incontrare ovunque.
Tra miliardi di altre stelle,
in questo cielo colmo di astri,
ti vedo chiara dove sei,
nella mia testa,
e illuminare fai il mio cuore,
che allo scoperto esce indisturbato dalla notte
per venire a guardare come dormi,
il respiro intenso nei tuoi gesti,
il colore del cielo nei minimi dettagli…
e il tuo corpo che mi confonde dentro.
In questo giorno di novembre,
tra il mio letto disfatto,
e luci in penombra,
ti tengo per me,
lontano da tutto quello che oggi non ci appartiene,
ti incontrerei, subito,
nei pensieri,
per rincorrerti e fuggire in diversi mondi simili a noi,
ti accarezzerei fino a diventare leggero,
fino a diventare scia luminosa,
fino ad essere acqua che si adatta e si espande,
nelle stanze della tua memoria
che come labirinti conduce alla tua essenza.
Non scappare, non ora
Perché come un immagine stampata nelle mie cicatrici
vivi e respiri insieme a me.
C’è assenza di regolarità nelle cose,
non so dove andare a chiedere i tuoi sogni,
non so se è giusto in questo mondo volere, immaginare, sognare,
ma mi sento tanto umano quanto straniero in questa città di nessuno,
in questo mondo che ci rende differenti ma tanto vicini da sfiorarci comunque.
Ora il niente sparirà in una nuvola fatta di desideri e passioni da cercare,
ora che scendo qui a combattere
sarò l’unico che non abbandonerà la tua nitida immagine.
L’amore ti seduce,
ti combatte,
ti illude
e poi ti uccide,
e puoi solo raccogliere i resti di te in qualsiasi angolo di questa vita,
ma non vuol dire niente essere capaci delle proprie azioni,
perché la vita la facciamo noi.
Ora che i rumori sono andati via,
ora che la notte esce allo scoperto
e qui che il tuo pensiero mi invade la mente,
e in questi posti che ti terrei per sempre.
Le ombre che si mischiano nei silenzi,
i silenzi stessi, a suggerirmi e a parlarmi di te,
ora che mi scorri dentro.
Sono umilmente me stesso davanti hai tuoi occhi,
sono io,
che scendo a patti con la luna perché mi porti da te,
nel sonno ti verrò a toccare,
per renderti partecipe dei miei stai d’animo,
ti guarderei fino all’arrivo dell’alba
ti starei accanto solo per guardare i respiri,
ti accarezzerei così tanto da trasmetterti il mio profondo
per sparire nel giorno in cui tutto diventa reale
e tutto diventa diverso.
Le note che sento intorno a me,
Sono cento di questi momenti intensi che stanno colorando questi giorni impensabili,
immaginabili,
irripetibili nel mio piccolo universo.
Ora che ho capito il vero,
Il capo linea di questa vita si colora di mille stagioni
profumano di te,
ti sento,
ti sento nelle strade che percorro,
ti vedo negli angoli bui di questo presente tanto folle,
da tenerci appesi a un sottilissimo filo,
quello delle speranze,
quello dei sogni che non ti immagini mai,
quello che si espande e si confonde.
Ricorda tutto dei momenti passati,
che giacciono nel profondo di un abisso,
li, rimarranno indisturbati dal tempo
li saranno nostri e non si mischieranno con nessuna di queste sensazioni che minacciano l’esterno.
Non so cosa farei,
forse per il troppo volerti,
ti lascerei in balia di te stessa,
…ed ora
che sono passati lunghi momenti da quando la tua voce parlava e raccontava
ora, mi sento solo,
Ma questa è la vita,
e non puoi immaginarti mai quello che dietro l’angolo potresti incontrare,….
ti ho vista negl’occhi,
e mischio le mie carte,
mischio le carte di questo folle gioco,
dove ci saranno vincitori e vinti,
ma è sempre qualcosa da vivere al massimo,
a denti stretti,
con la voglia di fare
perché dopo una lunga battaglia,
gli albori portano sempre la pace.
AngS
mercoledì 4 novembre 2009
(che complica le cose che ho)Una notte blu ricopre il cielo.
una notte blu imcombe su di me,
la osservo svanire fuori dalla finestra.
Nascondo le mani sotto le guancie,
mentre rifletto sulla mia giornata,
sul mio presente e sul mio passato.
Infilo la mia camicia da notte blu,
e subito mi corico a letto.
Sfioro le soffici lenzuola,
chiudo gli occhi
e nascondo la testa sotto le coperte.
Un piccolo elfo mi osserva,
corre verso di me senza muoversi
dal suo posto - Lui,
Un elfo osservatore.
Apro gli occhi,
li pulisco dalle crosticine,
mi allungo e controllo (in caso non l'avessi già fatto)
che tutto sia tornato a posto e che tutto vada bene,
eppure c'è ancora qualcosa che manca,
qualcosa....
come la mancanza assoluta delle pareti della mia casa.
chi sei
( ? )
AngS
martedì 3 novembre 2009
ho trovato un modoho trovato un modo
un modo per farti sorridere
ho letto cattive poesie
nella tua segreteria
ho salvato i tuoi messaggi
solo per sentire la tua voce
ascolti attentamente
le rime contorte
dici sempre il tuo nome
come se non sapessi che sei tu
il tuo meglio
ho trovato un modo
ho trovato un modo
un modo per farti sorridere
un modo per farti saparire dalla mia vita
(tu hai fatto il meglio)
il mio meglio
conto le tue ciglia di nascosto
per ognuna di esse ti sussurro “ti penso ancora”
mentre ti lascio dormire (tra i miei pensieri)
lo so.. mi stai guardando ad occhi chiusi
ascoltando
penso di aver visto un sorriso
ho trovato un modo
ho trovato un modo
lunedì 2 novembre 2009

e se sono prigioniero, io mi sento liberoIo sono la classica persona
che ama solo quando soffre
o quando sente più vicino l'abbandono.
E sento qualcosa che ci unisce
destino fatale e ineluttabile
come un legame
tra la vittima e il carnefice.
Allora, cosa chiedi di meglio?
Se a te piace farmi male...
Legami le mani
legami con doppi nodi all'anima
porta la mia vita
a correre da qualche parte e stancala
solo mi farai felice
se sarai crudele con me
e se sono prigioniero
io mi sento libero.
Questo gioco delle parti
prevede la tua fuga
e il mio aspettarti
ci porta dentro
una spirale interminabile.
Allora, cosa chiedi di meglio?
se a te piace farmi male...
Legami le mani
legami con doppi nodi all'anima
porta la mia vita
a correre da qualche parte e stancala
solo mi farai felice
se sarai crudele con me
e se sono prigioniero
io mi sento libero.
domenica 1 novembre 2009
sabato 31 ottobre 2009


Sono una fontana di sangue
nella sagoma di un ragazzo
sei l'uccello sull'orlo ipnotizzato dal turbine
Bevimi - fammi sentire vero
il gioco che giochiamo è quello della vita
l'amore è un sogno lucido a due
Ora lasciami - torna stanotte
la marea ti mostrerà la via
Se dimentichi il mio nome
ti perderai
come un' orca assassina
intrappolata in secca
sono un tappeto di brace
che brucia sotto i tuoi piedi
sei quello che mi passa sopra
sono la tua strada senza uscita
un mormorio nell'acqua
un segreto da sentire per te
Sei colei che cresce distante
mentre ti chiamo accanto me
Ora lasciami - torna stanotte
la marea ti mostrerà la via
Se dimentichi il mio nome
ti perderai
come un' orca assassina
intrappolata in secca
Sono un albero che genera cuori
ogni volta che ne prendi uno
sei le mani che si insinuano
sono il ramo che tu spezzi
e allora libera le mie mani
venerdì 30 ottobre 2009
ora
(ora quando?)
Ora che rammento chi sono,
ora che ricordo (o cerco di ricordare),
qui da solo,
(aiuti utili ne vedo ben pochi),
vieni e assapora quello che per tanto tempo ho ingoiato, sputandone il veleno!!
le situazione avvengono (si allontanano),
che non so bene in questo mondo ancora chi sono
ascolto,
penso!
può compiere
trovare una soluzione alla disfatta apparente di un impero,
stanco della monotonia utile ma allo stesso tempo viziosa e ingannevole.
(non da cenni di alcuna ricostruzione).
perché nessuno ora le può ascoltare e vedere (e forse anche bere).
ne tanto meno lo farò adesso,
Stupisce i miei sensi e li sconfigge,
e sconfitto si nasconde per sparire (e respirare).
in quel giorno forse nessuno più , (tranne me)
per la monotonia,
Che sarà di me quando avrò il coraggio di camminare (da solo?).
Dimmi cosa….
l’animo di un uomo,
il duro lavoro,
le difficoltà
(le parziali affinità),
(il male minore),
la mala passione della carne (che uccide il cuore)
non serve!
(non serve?)
come sabbia asfissiante in un deserto (di parole),
come nuvole, presagio di pioggia (e di intenso dolore),
come vento freddo e tagliente,
(come un' illusione fluorescente),
(il dio che conosco),
(dimmi dove).
AngS
giovedì 29 ottobre 2009
le visioni poi ci assalgono
questi campi d'illusione,
la mia sensazione
quanti amanti nel peccato
dannati dal fato
qusti suoni insani assordano
strane luci, frattali
simmetrie
confondono le idee
la memoria del passato
aggredisce il mio stato
ho ragioni per restare
in ebbrezza totale
se parti, vedrai, non tornerai mai
se parti, vedrai, non tornarai mai...
piu'
forse i nostri songni dormono
nei racconti dei libri di storia,
come le bugie
ora so odiare l'amore,
amarne la fine
questo mare di paure
mi nasce dal cuore
se parto, vedrai, non tornerò mai
se parto, vedrai, non tornerò mai
mercoledì 28 ottobre 2009
E quando solo i muri resteranno
e chiuderai dietro di te la porta
e ciò che è stato adesso non importa
perché la notte non sarà più un anno.
E quando sulla via non passeranno
i nostri passi sotto casa e morta
la voce della nostra voce e corta
la fila dei ricordi che ti avranno.
Allora in internet farai un sito
di nostre foto e film e pane caldo
per conservare un luogo ormai finito.
E certo poi sorriderai se il tuo uomo
abbracciandoti da dietro ti dirà
che lui non c’era, cazzo, ma c’è e sarà.
martedì 27 ottobre 2009
(fra i tuoi Re)Scegli me fra i tuoi re
un vortice ci avvolgera'
ti prendero', se mi vuoi
danzammo in due,
lei se ne ando'
ed io ora
ho i ricordi chiusi in te
la tristezza dentro me
tra due mani, le mie
di lacrime, poi si bagno'
il regno che ho chiesto a te,
ed ora
ho i ricordi chiusi in te
la tristezza dentro me
tra due mani, le mie
sono i cieli neri che,
io so
non si scioglieranno piu
lunedì 26 ottobre 2009

Lascia stare tutto quello che non vedi
È inutile fissarsi
Andare con lo sguardo oltre le montagne
Del quadro che hai davanti
Se vuoi vittoria avrai vittoria
Se vuoi sconfitta avrai sconfitta
Ma poi destino e naftalina, mai
Non chiuderlo in soffitta
Lascia stare tutto quello che non vedi
È inutile fissarsi
Andare con lo sguardo tra i marciapiedi
Solcati dai passanti
Se vuoi ragione hai ragione
A proseguire col tuo istinto
Ma non cambiare direzione, vai
Avanti sempre dritto
Primo giorno di lavoro
Già un reclamo e sono fuori
Il tavolo svuotato dagli oggetti inutili
Torna la giacca nell’armadio e si può
Far la scommessa che non riuscirà
A ricambiare tutto l’amore
Che mi hai saputo dare
Lascia stare tutto quello in cui non credi
È inutile fissarsi
Andare con lo sguardo tra le pareti
Ed i muri che hai davanti
Se vuoi ragione hai ragione
A proseguire col tuo istinto
Ma non cambiare la benzina, mai
Nel mezzo di un tragitto
Ti saboterai da sola un brivido
E poi te ne pentirai
Il masochismo è tuo
Meccanismo autodistruttivo
Dai che arrivo
Primo giorno di lavoro
Già un reclamo e sono fuori
Il tavolo svuotato dagli oggetti inutili
Torna la giacca nell’armadio e si può
Far la scommessa che non riuscirà
A ricambiare tutto l’amore
Che mi hai saputo dare
Lascia stare tutto quello che non vedi
E togliti quei guanti
Finché non c’è una legge che te lo vieti
Appoggiati ai miei palmi
Se vuoi ragione avrai ragione
A proseguire col tuo istinto
Ma non cambiare la benzina, mai
Nel mezzo di un tragitto
domenica 25 ottobre 2009
sabato 24 ottobre 2009
Le mie parole fanno male,
sono pungenti come spine,
sono taglienti come lame affilate
e messe in bocca alle bambine,
possono far male,
possono ferire,
farti ragionare sì.
ma non capire, non capire!
Le mie ragioni fanno male,
come son bravo io a colpire!
Quante parole so trovare,
mentre tu non sai che dire...
Le miw parole sono mine,
le senti esplodere in cortile,
al posto delle margherite, ora
ci sono cariche esplosive!
Due lunghe e romantiche vite divise...
...da queste rime.
Le tue labbra stanno male, lo so,
non hanno labbra da mangiare,
oh ma la fame d'amore la si può
curare, dannazione!
Con le parole,
sì, che fanno male,
fanno sanguinare,
ma non morire!
Le mie parole sono mine,
le senti esplodere in cortile,
al posto delle margherite, ora
ci sono cariche esplosive!
Due lunghe e romantiche vite
due lunghe e romantiche vite!
Due lunghe e romantiche vite
divise...
... dalle parole!
venerdì 23 ottobre 2009

è ironico pensare alle gente che mi circonda proprio in questo periodo.
è come paradossalmente ironico credere di cercare e trovare un posto spuntato dal nulla,
per ripararsi all'improvviso dalla pioggia,
come è ironico affidarsi alla maturità delle gente, che alla fine finisce per scaderti!,
scaderti brutalmente!
è ironico cercare un confronto mentale, quando gli occhi, sbarrati e fissi l'uno verso l'altro ..non chiedono altro che spiegazioni, .....
ed è ironico trovarsi alla fine in tasca parole, scritte, parole timide, parole smorzate......
ed un'infima fuga verso i nascondigli della propria mente.
allora mi domando: fose è colpa mia, della mia vità che già da molto tempo è degenarata facendomi diventare un marziano in una terra di deficenti.
forse è colpa mia.... che sto giocando al gioco dell'oca con la mia vita.... ma mi sto mangiando delle caselle.... le salto per necessità, le ho saltate perchè la mia vita me l'ha imposto!
e allora è davvero tanto ironico.... girarmi a 360°..... ed amirare i desenti dentro le persone.....
aridi, infiniti, incapaci di mutare......
buffo ed ironico.......
come è ironico avere la certezza matematica..che il tempo farà il suo corso....
e griderà ad alta voce le sue conclusioni.....
la persone si conoscono,
si studiano,
si osservano,
poi si amano e si discutono,
si ricercano,
poi cadono,
poi non si capiscono,
e poi si dimenticano.
tanto da essere ironico come si allontanano, e poi spariscono.
se dev'essere così. e così sia!
Un vecchio compì 98 anni
Vinse alla lotteria e morì il giorno dopo
È una mosca nera nel mio bicchiere di Rhum...
È un assoluzione della pena di morte due minuti troppo tardi
È ironico,non credete?
È come la pioggia il giorno del mio compleanno
È un giro gratis quando ho già pagato
È il buon consiglio che non ho seguito
E chi ci avrebbe pensato: funziona!
Mrs. "isncura anche di se stessa" aveva paura di volare
Fece la valigia, diede il bacio d’addio ai suoi familiari
Aspettò tutta la vita per prendere quel volo
E mentre l’aereo si stava per schiantare lei pensò
"bene non è perfetto"
ed è ironico, non credete?
È come la pioggia il giorno del mio compleanno
È un giro gratis quando ho già pagato
È il buon consiglio che non ho seguito
E chi ci avrebbe pensato: funziona!
La vita ha un bel modo di infierire su di me
Quando penso che tutto è okay è tutto sta andando bene,
trovo gente che puntualmente mi delude!
la vita ha un bel modo di aiutarmi
Credo che tutto stia andando male..... e poi un'anima si presenta a me..
ma quanto vale quest'anima......: niente!
Un ingorgo quando sono già in ritardo
Un cartello “no smoking” durante una pausa sigaretta
È come diecimila cucchiai quando tutto ciò di cui ho bisogno è un coltello
È conoscere la donna dei miei sogni
E dopo incontrare il suo fidanzato
Ed è ironico,non crediete?
Un pò troppo ironico, lo credo davvero!!!
È come la pioggia il giorno del mio compleanno
È un giro gratis quando ho già pagato
È il buon consiglio che non ho seguito
E chi ci avrebbe pensato, funziona!
La vita ha un bel modo di infierire su di me
la vita ha un bel modo di aiutarmi.
ed è davvero ironico....!
giovedì 22 ottobre 2009
Se prima o poi dovessi decidere di far leggere a qualcuno il racconto che sto scrivendo...
il primo capitolo, probabilmente, sarebbe questo:
"Sono nato il 22 ottobre.
Da questo evento in poi la mia memoria ha sempre ricordato giorni di pioggia per il mio compleanno, un evento contaminato da fitta e penetrante acqua proveniente da chissà dove.
Mi madre si ricorda ancora che il giorno prima della mia nascita pioveva, pioveva forte, le doglie iniziarono la sera del 21, intorno alla mezzanotte;
mio padre raccolse in fretta e furia l’occorrente per l’ospedale, in ogni famiglia che si rispetti, questo “rito” della preparazione viene organizzato per tempo, con meticolosa devozione, precisa sistemazione, mio padre invece, si trovò improvvisamente sprovvisto… impreparato, non pronto!
Uscirono di corsa dal retro del giardino, un prato inglese immacolato, l’auto era a pochi metri, mia madre teneva la pancia con due mani, la proteggeva, mi parlava , con voce muta, bagnandosi il capo, la camicetta di cotone;
improvvisamente un lampo divise il cielo a metà, illuminando la strada con le sue villette indipendenti, tagliando la pioggia…..parlando alla notte;
il lampo colpi l’albero del nostro giardino, mia madre fu sbalzata da li ad un metro, battendo il volto sull’asfalto ruvido, perse conoscenza da subito.
Ed intanto io bussavo forte, perché volevo entrare nel mondo!
Fu un parto atipico, singolare, almeno così dichiarò il medico.
Nella corsia C del reparto maternità dell’ospedale comunale di una città qualunque, una donna arrivò priva di conoscenza… bagnata fradicia, aveva un figlio in grembo, successivamente si riprese e le doglie durarono tutta la notte, con urla disumane, disarmanti, gli infermieri tenevano la donna ferma…un compito arduo…e lei continuava ad urlare; suo marito rimase immobile nel corridoio, privo di espressione, con la testa altrove....
Il giorno dopo la donna partorì,
e fuori pioveva ancora;
nacque un bambino, nacqui Io….,
era mattino presto, non un mattino qualunque, per la mia stessa esistenza che da li in poi iniziò a mutare lentamente e gradualmente.
Mi diedero un nome importante.... …."
______________
Se dovessi scrivere, adesso, un ricordo di te che ho impresso…,
rovistando nella cesta della mia mente, sicuramente tornerei indietro di un bel po’ di anni,
mentre ti preparavi a viverti il tuo primo viaggio, …..
ricordo quella sera:
la primavera mescolava nell’aria fresca serale, nuovi odori,
tu tornavi a casa, trovasti vicino alla porta tuo padre, l’ennesima incazzatura verso tutti e verso il mondo intero,
incazzatura da riversare su di Te.
Ti disse istintivamente che il giorno dopo non saresti partito più per quel viaggio che tanto attendevi, ti chiese le chiavi della moto, ti trattò per la centesima volta come una merda….
Ed io c’ero,
tu non mi vedevi ma io c’ero, e ti guardavo….
guardavo le tue ragioni che volavano al vento,
guardavo la tua rabbia, ore dopo, verso tua madre, ingiustificata testimone della tua ira…..
ti guardavo,
come ti ho visto prendere quell’aereo il giorno dopo…….
Quel viaggio…..
Quanta strada…., quanta spregiudicatezza gratuita,
forse dettata dalla tua giovane età,
ti ho visto piangere tra le rovine di un lager nazista,
ti ho visto bere e portarti una donna in camera,
ti ho visto quella sera correre tra i corridoi dell’albergo…
quante risate,
quanta insensata follia,
quanti forti contrasti!
ti ho sempre osservato,
da li in poi, credimi… la tua vita è stata sempre un viaggio.
l’America, l’Africa, il perdersi dell’anima,
l’abbandono più totale dei sensi,
innalzarti in posti che nessuno immagina, e che molti non hanno mai visto…..
Perché poi ti ho visto cadere… cadere a terra…….
Azioni che non dovevi fare, e che comunque hai fatto per ripicca ad una vita che non capivi…….
Ti ho visto, non credere,
mentre bevevi, mentre di distruggevi il cervello con quella roba…..,
mentre ti annichilivi,
cosciente di averti sempre parlato,
di aver cercato un varco nella tua testa,
ed ho vissuto la tua stessa strada,
l’amore,
il sesso,
il sesso che poi diventava amore, e poi nuovamente sesso,
la natura del tuo scappare,
la voglia di viverti le notti, sempre una diversa dall’altra,
l’amore incontaminato per la pioggia,
per le lande desolate della terra,
dove so che vorresti perderti, non credere….
Perché ti osservo,
i miei occhi vorrebbero essere i tuoi,
dello stesso colore, dello stesso intenso significato che emani ogni volta che pensi,
ogni volta che leggi i tuoi libri,
ogni volta che osservi il presente dalla tua angolatura,
quella che più rispetto,
quella che continuo a guardare rimanendoti a distanza,
non finirò mai di capirti,
e non smetterò mai di osservarti e di seguirti, ovunque,
non aver mai timore di questo,
ti osservo tanto per quanto sono totalmente rapito dal tuo modo di essere sempre uguale
e a gli occhi di tutti: diverso,
forse unico…
ma questo è un privilegio delle poche persone che ti hanno saputo conoscere, stringere, guardarti e amare veramente….
E un privilegio che spetta anche a me, giorno dopo giorno, anno dopo anno….
E in questa data oggi voglio dedicarti le mie parole, quelle più limpide, quelle più sincere,
quelle che mai ti negherò quando mi vorrai ascoltare, consigliare, ……….
Continua a viverti te stesso, sempre,
continua a graffiare il tuo presente,
continua a litigare con i tuoi demoni,
continua a correre e a sentirti leggero,
leggero veramente
accarezza la pesantezza della tuia anima,
ma continua a non voltarti mai,
e guarda bene in faccia chi ti ama,
e chi ancora adesso non ti merita.
questo è il mio regalo,
oltre a ringraziarti per aver cercato quasi sempre di essere Te stesso....
testardo,
confuso,
permaloso,
sognatore
sorridente,
triste e schivo...
irascibile,
insomma.........tale e quale a me!
Buon Compleanno.
(AngS)
mercoledì 21 ottobre 2009

Mi scrivesti:
"mi guardo intorno...in questo silenzio...avrei solo una gran voglia di urlare.......
sono qui a pensare, a cercare parole, quelle giuste, quelle all'altezza delle tue che irrompono nella mia umile anima lasciando un vuoto e una pienezza allo stesso tempo, nello stesso istante...hai scatenato una guerra interna di pensieri, un conflitto che nn trova pace e probabilmente mai la troverà...
A tratti povera, è così che mi sento...Sei una via di fuga da tutto ciò che appesantisce i miei giorni, il mio rifugio, un dolce angolo dove raggomitolarsi, dove stare in silenzio, senza aver mai la paura e la spicevole sensazione di essere giudicati (come la foto che mi hai inviato e che mi rappresenta tanto).
I giorni hanno assunto nuove forme, la realtà è in costante competizione con i sogni, quelli che si fanno ad occhi aperti.
La notte le urla degli ubriachi nn sono più fonte di disturbo ma un dolce sottofondo che prendendomi per mano mi accompagna in luoghi che nn ho mai visto.......e questo grazie a te, alle tue parole, al tuo modo meraviglioso di saper tramutare un'emozione in una realtà tangibile.
Anche io avrei voluto avere questo dono...e per questo ti invidio..pensa che prima di mettere giù poche righe devo sgombrare la mente dalla confusione più totale...Sono sempre stata un casino io..
Picasso sarebbe stato il più indicato a dipingere me stessa!!!!!
Ho sempre immaginato di scrivere un libro senza usare virgole punti due punti punto e virgola punto a capo maiuscole minuscole credo che siano totalmente inutili solo uno sforzo che blocca il nostro flusso di idee brillanti inducendoci alla riflessione che nn ci permette di arrivare alla vera essenza di ciò che vogliamo dire comunicare agli altri con la speranza che questi ipotetici altri leggendo possano anche solo per un istante sentirsi come noi ci sentiamo una specie di rivoluzione della lingua una nuova corrente che si muove in direzione ostinata e contraria..........
Eccomi sono ritornata sulla terra..
Anche oggi ti ho raccontato una parte della me più vera..quella che nn conosce nessuno e spero che apprezzerai e che sarai semplicemente felice leggendo questi semplici periodi...
Se tu fossi uno scrittore saresti il mio preferito....continua a trasformare le emozioni in musica perchè io saprò ascoltare fino a che tu lo vorrai..............."
mi scrivesti, paradossalmente, così.
martedì 20 ottobre 2009

Però, (cosa vuol dire però)
Mi sveglio col piede sinistro
Quello giusto
Forse Già lo sai
che a volte la follia
Sembra l'unica via
Per la felicità
C'era una volta un ragazzo
chiamato pazzo
e diceva sto meglio in un pozzo
che su un piedistallo
Oggi indosso
la giacca dell'anno scorso
che così mi riconosco
ed esco
Dopo i fiori piantati
quelli raccolti
quelli regalati
quelli appassiti
Ho deciso
di perdermi nel mondo (adesso veramente)
anche se sprofondo
lascio che le cose
mi portino altrove
non importa dove
non importa dove
Io, un tempo era semplice
ma ho sprecato tutta l'energia
per il ritorno
Lascio le parole non dette
e prendo tutta la cosmogonia
e la butto via
e mi ci butto anch'io
Sotto le coperte
che ci sono le bombe
è come un brutto sogno
che diventa realtà
Ho deciso
di perdermi nel mondo
anche se sprofondo
Applico alla vita
i puntini di sospensione
Che nell'incosciente
non c'è negazione
un ultimo sguardo commosso all'arredamento
e chi si è visto, s'è visto
Svincolarsi dalle convinzioni
dalle pose e dalle posizioni
Lascio che le cose
mi portino altrove
altrove
altrove
Svincolarsi dalle convinzioni
dalle pose e dalle posizioni
Svincolarsi dalle convinzioni
dalle pose e dalle posizioni
lunedì 19 ottobre 2009

La casa era giusto al confine tra il vento e la sete
un posto abitato da fate
e da poche altre forme di vita ugualmente concrete
vicino all'incrocio di un paio di strade sterrate
che senza motivo apparente si incontrano
e poi, disperate, ripartono
tristi, così come sono arrivate.
Comunque a qualcuno una volta saranno piaciute
se poi sono state abitate
qualcuno che fermo all'incrocio pensò:
"aspettiamo che arrivi l'estate"
l'estate da noi non è mica un periodo felice
che il caldo ti toglie la pace
la polvere copre ogni cosa
e ti spezza la voce,
l'odore di verze marcite
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari saluta,
ma sempre prosegue veloce
se almeno si vedesse l'autostrada
ci porterebbe senz'altro a una città
oppure proseguire ovunque vada
meglio
meglio che qua
la chiesa era uguale alle case, ma aveva una croce
e forse un po' più di vernice
ed un'unica luce fornita da fiaccole appese
imbevute di pece
fu lì che la vidi a braccetto col prete
era il 4 di aprile
e tirava una brezza che dava un colore alla quiete
e profumo di pane alle olive
lei pure mi vide
e forse sorrise
non sono sicuro, ma forse davvero sorrise
perché all'improvviso fu molto più forte l'odore del pane alle olive
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari sorride, ma sempre prosegue veloce
se almeno si vedesse l'autostrada
ci porterebbe senz'altro a una città
oppure proseguire ovunque vada
meglio
meglio che qua
a volte succede qualcosa di dolce e fatale
come svegliarsi e trovare la neve
o come quel giorno che lei mi sorrise
ma senza voltarsi e fuggire
vederla venirmi vicino fu quasi morire
trovare per caso il destino
e non sapere che dire
ma invece fu lei a parlare
"mi piace guardare la faccia nascosta del sole
vedere che in fondo si muove
dormire distesa su un letto di viole"
mi disse
e a te cosa piace?
"mi piace sentire la forza di un'ala che si apre
volare lontano
sentirmi rapace, capace di dirti ti amo
aspettiamola insieme l'estate"
e intanto volevo sparire
pensando alle cose che avevo da offrire
l'incrocio
la casa
la chiesa
la croce
l'incrocio-la casa-la chiesa-la croce
ed in più lo spettacolo atroce
di tutta la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari sorride, ma sempre prosegue veloce
la gente che passa ci guarda e prosegue veloce
ci osserva e prosegue veloce
magari saluta, ma sempre prosegue veloce
la gente
che passa
ci guarda
ci osserva
e prosegue veloce
sabato 17 ottobre 2009
Gli occhi bruciano
Niente vedono,
Solo quello che c'è
Sogni,
Lacrime
Specchi,
pozze limpide
Sai,
Trema in bilico
Tutto quello che c'è
Cambierà
Questa notte è per te
Tra le dita
solo tu passerai
Cambierà,
verrà un fulmine
e accenderà
Aria e vento
E si vedrà,
Schiarir intorno a te
Tempo sbriciola
Giorni,
sorsi piccoli
Vai, solo un passo e avrai
tutto quello che c'è
Cambierà
Ogni stanza è per te
dalle dita
negli angoli scenderai
Cambierà
Schiena dritta
contro il vento
E si vedrà,
Spioverà
intorno a te
venerdì 16 ottobre 2009
Comincia a ingiallirsi il nero del livido,
non è più così tanto nitido
e da oggi il dolore ritorna
semplicemente sottocutaneo.
Ho cambiato la scheda al telefono,
ho lavato nel lago lo spirito
e nel farlo il tuo corpo ha finito per essermi estraneo.
E' un periodo pieno di sorprese
e non si contano più le offese
che per decenza mi rimangerei.
Ma ero stanco di sentirmi come uno straccio sotto a tuoi piedi,
mi sarebbe esploso il cuore prima o poi.
Alla parte non mi presto del povero Cristo
e perchè mai tu l'hai data a me,
vuoi rispondere perchè
io dove finisco
in quale labirinto
se non c'è uscita o speranza di evadere.
Continua a ingiallirsi il nero del livido,
non è più di dominio pubblico
e da oggi il ricordo diventa eternamente contemporaneo.
La vendetta è sevita sul tavolo,
da strapparti dei fili dal cofano,
ma nel farlo il piacere sarà quello si momentaneo.
E' un periodo pieno di sorprese,
in sottofondo a queste imprese
la musica pian piano salirà.
Voglio prendermi un registratore,
per tenerci dentro le parole
di quel proverbio che mi servirà.
Alla parte non mi presto
di chi è crocifisso
e perché mai tu l’hai data a me,
vuoi rispondermi perchè
io dove finisco,
in quale meccanismo
se non c'è uscita o speranza
non c'è nessuna certezza di evadere.
giovedì 15 ottobre 2009

La pioggia bagna i freni
e aspetta di arrugginirli bene
poi se ne và
e a metà della discesa nasce un assolo di Mais Davis
i graffi su gli occhiali
e impronte che falsano la traiettoria ne ho
ma saprò tornare con l’istinto artificiale dei miei Levis
e intanto il tempo è in casa
non passa
si ferma anche l’ora esatta in tv
o Gesù
non ti ho nascosto niente a parte tutti i miei segreti
progetti per la NASA
i nuovi nascondigli grandi come campi da golf
ma io no
vorrei scambiare questa terra con altri pianeti
è un fatto improvviso a rivelarsi
un elemento decisivo
a farmi trovare in tasca un briciolo di senso
in un momento
maledetto
persino il cielo è un manifesto abusivo
sono false anche le stelle
di ¾ degli hotel
dove di nascosto tradivo
prima di sentirmi un verme
mia nonna sputa i semi
di sotto in strada dove c’è una pozza
nera
e chissà
che non riesca a fare nascere dei bei ciliegi
adesso il tempo vola
disintegra record a ogni battito di ciglia
ma non c’è ragione di preoccuparsene più del dovuto
nel perdere un bottone
invece mi sento perso anch’io per sempre
non so come mai
è una reazione che con altri oggetti non ho avuto
è un fatto improvviso a rivelarsi
un elemento decisivo
a farmi trovare in tasca un briciolo di cuore
in queste ore
maledette
a braccia aperte vado in contro al postino
con un entusiasmo demente
voglio ancora credere
che oltre alle bollette
ci siano lettere d’amore
ma niente
la pioggia bagna i freni
e aspetta di arrugginirli bene
poi se ne và
e a metà della discesa nasce un assolo di Mais Davis.
mercoledì 14 ottobre 2009
martedì 13 ottobre 2009
ieri mattina, avevo messo la sveglia alle 6:30,
orario indispensabile per mettere ordine ai miei capelli,
osservare la barba incolta di un settimana,
vestirmi,
e cercare di saltare il caos urbano,
le orde di ragazzini che vanno a scuola,
le persone stressate e svogliate che si recano al lavoro,
avevo predisposto tutto,
tutto quanto....
ho visto quegli oggetti appoggiati su di una mensola per non so quanto tempo,
li ho ripuliti spesso dalla polvere....
ed ho continuato per tutto questo tempo ad osservarli...
nel mio silenzio,
nel mio caos assordante...
poi sabato mattina ho comprato della carta da imballaggio,
un foglio di celofan,
ed ho preso i 3 dischi in vinile che avevo deciso di regalarti...
-Rimmel, di Francesco DeGregori
-Titanic, di Francesco DeGregori
-Eye in the Sky, di Alan Parsons Project
adoro i dischi in vinile!
sono degli oggetti che raccontano con la loro musica arruffata un'epoca che è andata via.....
sono custodi di momenti vissuti,
di emozioni, e di non so quante sensazioni...
con il loro odore di consumato e di vecchio....
li ho incartati per bene,
poi ho preso un pennarello rosso e ci ho scritto sopra il tuo nome e cognome,
il nome della via affollata dove ti affacci dalla tua finestra di legno,
ed il nome della città in cui vivi...
tutto era pronto.....
tutto, tutto quanto.....
dopo mesi di assoluto silenzio,
la mia coscienza avvolta nella carta stagnola,
questa mattina ho speso i primi 5 minuti della giornata... con i capelli tra le mani,
seduto sul mio letto, ad osservare il pacco.....
ero pronto per spedirlo....
ho preso la carta,
ne ho assaporato il suo odore...
ho scartato il pacco.....
ho rimesso a posto i dischi.....
e sono andato a lavorare.
______________
Il tuo nome è una vecchia ferita che giace profonda
e la sabbia ha coperto il passaggio di fiamme e furori
tutto sembra pulito e quieto a vederlo da fuori
tutto sembra finito
Ho trovato il tuo nome su un foglio nascosto
era scritto in corsivo e pendeva di lato
come un albero al vento piegato
Da lontano
il nodo non cede per niente
un serpente che stringe e respira
anche quando mi nomini a mente e si sente
Da lontano
quel nodo non cede non molla
come colla ogni giorno più dura
anche quando mi nomini a mente e si sente
distanza così grande che non serve l'aereoplano
ma questa leggerissima farfalla sulla mano
fa rivivere il pensiero
delicato messaggero
La lontananza sai è come il mare
fermo sulla riva con un vaso da riempire
distanza così grande che è difficile spartire
tra chi ha fede di aspettare
e chi vuole sparire
Non c'è stato un momento preciso nemmeno un saluto
un regalo sbagliato uno sguardo d'intesa
mi hai lasciato per strada uno sguardo scaduto
Da lontano
quel nodo non cede per niente
un serpente che stringe e respira
anche quando mi nomini a mente e si sente
Da lontano
come in volo
una stella distante e lucente
anche quando mi nomini a mente e si sente
distanza così grande che non serve l'aereoplano
ma questa leggerissima farfalla sulla mano
fa rivivere il pensiero
delicato messaggero
La lontananza sai è come il mare
distanza che è impossibile da dire
inutile varcare
si immagina
e ti impone di aspettare
da lontano tu rimani
come i segni che mi scavan le mani
anche quando ti nomino a mente e si sente
AngS
(e nascondo i miei alibi e le tue ragioni,
i miei alibi e le tue ragioni)
lunedì 12 ottobre 2009
così come tempo fa mi hai scirtto,
così rileggo,
con la consapevolezza di aver ben sceltro la strada da seguire:
io ci sono...e le mie consapevolezze sono ogni giorno sempre più tangibili....
a tratti mi odio....a tratti ti odio.........e solo tu puoi capire...nessun altro...
ti bacio....ti scruto"
sabato 10 ottobre 2009
venerdì 9 ottobre 2009

Che cos'è l'amor
chiedilo al vento
che sferza il suo lamento sulla ghiaia
del viale del tramonto
all' amaca gelata
che ha perso il suo gazebo
guaire alla stagione andata all'ombra
del lampione san soucì
che cos'è l'amor
chiedilo alla porta
alla guardarobiera nera
e al suo romanzo rosa
che sfoglia senza posa
al saluto riverente
del peruviano dondolante
che china il capo al lustro
della settima Polàr
Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
volteggio tutto crocco
sotto i lumi
dell'arco di San Rocco
ma s'appoggi pure volentieri
fino all'alba livida di bruma
che ci asciuga e ci consuma
che cos'è l'amor
è un sasso nella scarpa
che punge il passo lento di bolero
con l'amazzone straniera
stringere per finta
un'estranea cavaliera
è il rito di ogni sera
perso al caldo del pois di san soucì
Che cos'è l'amor
è la Ramona che entra in campo
e come una vaiassa a colpo grosso
te la muove e te la squassa
ha i tacchi alti e il culo basso
la panza nuda e si dimena
scuote la testa da invasata
col consesso
dell'amica sua fidata
Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
vampiro nella vigna
sottrattor nella cucina
son monarca e son boemio
se questa è la miseria
mi ci tuffo
con dignità da rey
Che cos'è l'amor
è un indirizzo sul comò
di unposto d'oltremare
che è lontano
solo prima d'arrivare
partita sei partita
e mi trovo ricacciato
mio malgrado
nel girone antico
qui dannato
tra gli inferi dei bar
Che cos'è l'amor
è quello che rimane
da spartirsi e litigarsi nel setaccio
della penultima ora
qualche Estèr da Ravarino
mi permetto di salvare
al suo destino
dalla roulotte ghiacciata
degli immigrati accesi
della banda san soucì
Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
vampiro nella vigna
sottrattor nella cucina
Son monarca son boemio
se questa è la miseria
mi ci tuffo
con dignità da rey
Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
volteggio tutto crocco
sotto i lumi dell'arco di San Rocco
Son monarca son boemio
se questa è la miseria
mi ci tuffo
con dignità da rey
_________
mi chiedo che mondo sarebbe senza la sua musica,
senza il ricordo di quell'estate a Torre Saracena,
alle risate al Babilonia,
alle cene esuberanti a Reggio Emilia,
ed infine alle sue parole,
quelle afone, miste alcoliche,
unico,
profondo,
grande
Vinicio Capossela.
a te, Maestro.
AngS.
mercoledì 7 ottobre 2009
come vedi...
anche quando hai la possibilità di affrontarmi, non ne sei capace....
ti nascondi dietro le parole scritte e non dette.... e questo non basta....
ti nascondi dietro il tuo posto.. e non emergi.
le chiacchere scritte.... rimangono tali..... ed anche leggermente incomprensibili....
perciò.......
attendo ancora questo confonto,
ammesso e concesso che ne sei capace.............
perchè quello che ho letto di te, deve essere prima spiegato e poi chiarito.
altrimenti rimani nascosta dietro te stessa.
"Piove
sui monti e sulle scale
su petali e parole
sul cuore mio che batte
Piove sui poveri soldati
sui campi abbandonati e sulla mia città.
Piove
e mentre guardo il mare
ripenso alle parole
che mi hai lasciato dette (quelle poche)
Provo
un pò a dimenticare
infatti guardo il mare e non ci penso più
Agosto sembra ormai lontano
ma io sono vicino
a dove ti incontravo
semplice vestita in modo semplice
sei diventata complice e non ti scordo più...
Piove,
adesso come prima sto nella mia cucina
che mi preparo un pesce.
Cuoce lentamente il sugo
e nel frattempo annego
e non ci penso più.
Agosto è ancora nei miei sensi
ma tu cosa ne pensi
mi vuoi ancora bene
indice di una vita semplice
sei diventata complice ma non mi fido più.
Chissà dove sarai adesso
dov'è tutto quel sesso,
quel caldo, quel sudore...
Chissà se ancora pensi al mare
al caldo da morire
che non si sente più..
Chissà se agosto è ancora nostro,
se ancora splende il sole
o poi magari piove..
Chissà se mai la frustrazione
diventa un'emozione
così non piove più.
Piove,
sui banchi del lavoro
su ogni tua parola che non riesci a dire,
provo un pò a dimenticare
infatti guardo il mare
e non ci penso più.."
__________________________________________________
spesso le parole dette da altre persone,
riescono a semplificare in meglio gli stati d'animo e "il voler dire" in ogni modo qualcosa...
sarebbe come irrompere nell'animo di un individuo... con ogni mezzo che si ha a disposizione,
prima gli occhi, e quindi gli sguardi...
poi le parole , e quindi i discorsi ed i ragionamenti...
poi succede che i corpi si avvicinano, spinti da un' alchimia mentale,
sembrerebbe simile ad un comportamento astratto, forse anche un po' animale...
gli individui si studiano, cercano di capirsi....
e poi succede che i corpi si uniscono, si mischiano...
bocca, con bocca,
sguardo con sguardo,
sudore con sudore,
succede che il corpo entra nel corpo del'altro individuo.....
ed allora tutto succede..
si abbattono le barriere,
cessano le regole,
le premeditazioni...
accade esattamente così,
così com'è successo tra noi.... così come si è voluto che accada,
con pochi principi,
perplessità,
rimpianti,
istinto puro,
passione sregolata....
così come io ho voluto che accada!
Ora voltandomi verso il tuo sguardo, non riesco a comprendere la natura del tuo malessere,
la natura dei tuoi occhi,
Vedi, ..inutile dirti che sai molto del mio mondo,
inutile volerti spiegare esattamente con quanta fiducia ti ho presa per mano e ti ho fatta entrare dentro di me!
con assoluta chiarezza e semplicità, ....... trasparenza...
nonostante quelle che è di fatto la mia vita....
ho deciso di vivermi (ancora adesso) un trasporto a tratti indispensabile per la natura del mio essere,
rimanendoti costantemente vicino,
proteggendoti continuamente...
sono fatto così,
non sono per tutti, credimi, ma il mio cuore ha deciso repentinamente di avvicinarsi al tuo..
E tu chi sei invece?
con quale monete mi ripaghi adesso....
con la paura delle parole non dette,
con quel ferno che preme nella tua mente..
nei tuoi occhi...
e non credo di meritare tale comportamento...
anche stamane... esattamente come ho immaginato...
allontanandomi in modo percettivo dal tuo sguardo,
ti sei ritirata mestamente dietro te stessa...
scrivendo....
e non affrontando in faccia una persona che continua comunque a volerti bene..
ed allora mi chiedo....
chi sei?
chi sono io adesso?
la mia natura mi impone certe volte di non essere offensivo..
anche se forse rimarrò fermo su questa soglia ad aspettare (forse)...
ma questo te lo devo dire....
togli la pioggia dal tuo sguardo,
respira a pieni polmoni.....
ed impara a crescere!
martedì 6 ottobre 2009
Oltre il mare e ancora più lontano
Lei sta aspettando come un iceberg
Aspetta di cambiare
Ma è fredda dentro
Lei vuole essere come l’acqua
Nella sua faccia tutti i muscoli tesi
Sotterra la sua anima in un abbraccio
Sono unici e uguali
Proprio come l’acqua
Il fuoco si spegne
Quasi ogni giorno
È pieno di stanche scuse
Ma è troppo difficile da dire
Vorrei che fosse semplice
Ma noi ci arrendiamo facilmente
Tu sei vicina abbastanza per vedere che
Tu sei l’altro lato del mondo per me
Sull'arrivo della paura
Andiamo avanti con le dita e sentimenti simili
Ma il tempo è venuto
Per muoversi in avanti
Il fuoco si spegne
Puoi aiutarmi?
Puoi lasciarmi andare via?
E puoi continuare a volermi?
Anche quando non puoi più vedermi?
Il fuoco si spegne?... dimmelo Tu!
lunedì 5 ottobre 2009
Raccolgo i pezzi del rottame
che hai lasciato andandotene,
e sto avendo a che fare con i demoni
della mia "non così stressante vita",
e sto bevendo spiriti più forti.
ho costruito la mia casa qui sul pavimento
sto perdendo tutte le ambizioni,
sono un fantasma!
e sto andando fuori di testa
e sto pensando che tu sei cattiva.
non dormo la notte
ma vado di bar in bar
perchè non posso tornare indietro?
oh ricordi la sera del 4?
quella pazza notte da ubriachi
che abbiamo trascorso,
quando ti ho baciata nella tua stanza
e poi te ne sei andata dritta a letto
beh è passato diverso tempo...
e sono ancora lo stesso che ero? credo proprio di no.
però non dormo la notte
ma vado di bar in bar
non posso tornare indietro!!!
puoi dare la colpa a me
ma sei stata tu.
che hai insistito per chiudere questa faccenda.
hai strofinato le tue mani su di me
hai strofinato i tuoi occhi sui miei pensieri..
e hai detto che avevi bisogno di più
di più, di più...
e ancora oggi non dormo la notte
e vado di bar in bar
non devo tornare indietro!
tornare indietro?
sabato 3 ottobre 2009
Tesoro, tu sei una roccia
Sulla quale mi appoggio
E sono qui per parlare
Spero che tu capisca
Quegli occhi verdi
L’attenzione è puntata su di te
Com’è possibile che qualcuno ti respinga?
Sono venuto con un peso
E mi sento molto più leggero
Ora che ti ho incontrata
Tesoro tu dovresti sapere
Che non potrei mai andare avanti senza di te
Occhi verdi
Tesoro tu sei il mare
Su cui galleggio
E sono venuto qui per parlare
Penso dovresti saperlo
Che occhi verdi
Tu sei l’unica che volevo trovare
E chiunque abbia cercato di respingerti
Deve essere fuori di testa
Perché sono venuto con un peso
E mi sento molto più leggero
Da quando ti ho incontrata
Tesoro dovresti saperlo
Che non potrei mai andare avanti senza di te
Occhi verdi
Occhi verdi
Tu sei una roccia
Sulla quale mi appoggio
AngS
(ClP)
venerdì 2 ottobre 2009




era oraPioggia
scendi su di noi
lava l’anima dal male,
finche' ogni traccia sparirà
pioggia
sopra la città
su milioni di persone, scie di fari, fumo,
corse al riparo
e su ogni storia, cruda realtà,
sulla serenità, su un sorriso, un pianto, un dolore, sulla gioia
tornerà
sempre la pioggia
tornerà per innamorarci ancora
scenderà lungo la faccia,
fino alle tue labbra,
alle mie labbra
che si confondono col sapore della pioggia
guardo dentro agli occhi tuoi
tu non dici una parola,
piove su di noi
e io ti voglio ancora
come la prima volta sai,
quando ti incontrai
sarà stato un caso ma anche allora c’era (un principio) di pioggia
credo che,
che ogni goccia ha dentro se
lo spirito innocente del bene,
scenderà dentro le vene,
cosi' che il tuo sangue ed il mio sangue possano danzare insieme
al ritmo della pioggia
tornerà sempre la pioggia
tornerà per innamorarci ancora
scenderà lungo la faccia
dentro le tue mani, le mie mani unite
per accogliere la danza della pioggia della pioggia
era ora.
AngS
giovedì 1 ottobre 2009
Allora ho lasciato mentalmente e fisicamente la macchina...
la strada..
le persone..
guardando le mancchine..le luci... diventare sempre più piccole....;
ho raggiunto la tua stanza....
il calore del tuo respiro regolare.....;
dapprima ti ho osservata nei movimenti brevi del tuo corpo.....
il tuo viso complice di sogni e viaggi senza tempo.....
ho avvertito un dolore inteso nel torace per via del tuo profumo,
il disegno dei tuoi occhi......
della tua bocca......
ho parlato al tuo silenzio....
Mi sono fatto posto nel letto....
cercando di non interrompere il tuo viaggio......
ho disteso il mio corpo provato dalle mille emozioni....
ho appoggiato la testa affianco alla tua.......dividendo un cuscino fatto di sogni......
ho sfiorato la tua schiena.......
ed ho chiuso gli occhi tra i tuoi capelli...
La mia vita sarebbe dovuta finire in quel preciso momento.
ti ricordi???
martedì 29 settembre 2009
E come sfondo la pioggia,
l'attendo... in questa serata dura da digerire.
Pensare in quest'attimo... chi siamo divisi da parole non dette.
Ascoltare il rumore del niente,
può far capire meglio la tua incertezza, la tua poca maturità, che fa da oceano nei tuoi pensieri.
Capisco molto bene che sto sbattendo il volto,
e senza forze non posso fare davvero nulla!
Steso su di un manto colmo di pensieri,
nel posto dove mai mi vorrei trovare,
comincio a capire e a scorgere attimi di intensa confusione.
La luna questa notte non illumina il sentiero,
ed io decido di non percorrerlo per troppa paura,
capisco che qui con me ci sei anche tu,
sconfitta, o forse troppo attratta dal nulla.
Possiedo segreti in me che te ne vorrei far tesoro,
magie che ammaliano i sensi,
poteri che l'uomo in se non conosce ancora.
Penso a questo.
Ed è per questo, che mi sento diverso dal senso in cui sta girando questo mondo.
Il senso dell'assurdo,
mi fa conoscere cose che paradossalmente sbagliate, attraggono la mia anima.
Forse tu non conosci l'essenza dell'anima,
capace di farti spingere fino in fondo,
a rischiare,
buttandoti nel vortice delle scoperte,
capace di farti desiderare, con la passione di chi ti sta già desiderando con la stessa intensità,
capace di farti incotrare il vero,
di fartelo guardare con gli occhi,
di farti raccontare che questo è il senso giusto da prendere...
solo così potrai attraversare il sentiero delle incertezze.
Ora solo Neve Fango ricoprono quest'aspra verità.
Vorrei scoprirti veramente.....
mi verrebbe da chiederti adesso cosa dovrei fare,
come te lo chiedi tu...
forse la cosa da fare è conosce il giusto senso,
o almeno imparare a conoscerlo,
solo così nella vita si riesce a farsi strada.
Gli sguardi e i perchè,
fanno da padroni in questi giorni che sembrano davvero tutti uguali,
e nella mia testa ora mi sto smarrendo.
Corro tanto da non trovare una via d'uscita,
e scopro che perdo pezzi di me.
Penso di perdere una presunta fede,
non reagisco alle reazioni,
lo stimolo è il ricordo di un interesse parziale a tutto questo susseguirsi di frasi fatte e incessanti confusioni,
sono tutti impulsi che espello dai miei sentimenti,
(me ne sono rimasti pochi).
Poi mi fermo a prender fiato e scopro che soo grazie a me stesso che ho lacrime per piangere ed occhi per osservarti.
All'inizio tutto è come un bel tramonto da guardare all'infinito,
ma poi nuvole d'aria fredda ricoprono l'ultimo posto felice dove vorrei arrivare.
e ricomincio a percorrere nuovamente la mia strada,
più stanco,
più ferito,
ma sicuramente più maturo.
Sono capace lo stesso a dare un senso a tutte le cose che mi circondano,
a chiedere aiuto al mio carattere che come corazza mi potregge (anche se è un compito arduo),
ed ora mi fermo,
respirerò a lungo.........
mi toglierò le delusioni e la rabbia da dosso,
cercherò di essere complice della mia vita,
(che comunque ha un senso).
domenica 27 settembre 2009
non riuscivo a guardarti negli occhi
tu sei proprio come un angelo
la tua pelle mi fa piangere
tu fluttui come un piuma
in un mondo meraviglioso
Io avrei voluto essere speciale
tu sei così maledettamente speciale
ma sono una persona sgradevole,
sono uno strano
cosa diavolo sto facendo qui?
io non appartengo a questo posto
non importa se ferisce
io voglio avere il controllo
voglio un corpo perfetto
voglio un'anima perfetta
voglio che tu noti
quando non sono in giro
tu sei così maledettamente speciale
Io avrei voluto essere speciale
ma sono una persona sgradevole,
sono uno strano
cosa diavolo sto facendo qui?
io non appartengo a questo posto
lei corre fuori dalla porta
lei sta correndo
lei corre,...
Qualunque cosa ti renda felice
tutto ciò che vuoi
tu sei così maledettamente speciale
Io avrei voluto essere speciale
ma sono una persona sgradevole,
sono uno strano
cosa diavolo sto facendo qui?
io non appartengo a questo posto
creep
radiohead
venerdì 25 settembre 2009
mi hai scritto:
........e tu spiegami adesso tutto questo silenzio dove va a finire......mi sento morire.........Parlo con te:
ho guardato se il mio libro (si perchè lo sento tanto mio) fosse ancora sul comodino,
proprio dove lo avevo posato con tanta cura qualche ora prima.. mamma che voglia di caffè!!!
Prima di sfiorare il parquet a piedi scalzi, mi sono bloccata per sentire se il dolore alla testa fosse passato, si!
Lentamente ho fatto colazione, assaporando, nn solo, il cornetto (Mulino Bianco) e quell'aroma di caffeina, talmente "svegliante", ma anche la pace del momento...
la fretta dei giorni precedenti era solo un brutto ricordo ormai.....!!!!!
Mentre ero in bagno...ho spiato i miei occhi attraverso lo specchio..stanchi, furbi, pensierosi, entusiasti e così terribilmente verdi....
Ho cercato di dare un senso a questi capelli, troppo lunghi, morbidi, profumati e così terribilmente ricci... legandoli,affinchè creassero un'armonia perfetta con il resto del viso...
una volta trovato una specie di "equilibrio visivo" di me stessa e dopo aver indossato qualcosa di terribilmente comodo ho inziato a leggere...
Ho trovato il tempo per leggere la tua mail...Ti ho ascoltato mentre parlavi,è stato emozionante anche questa volta e anche questa volta le tue parole così fluide così perfettamente incastrate l'una all'altra non hanno fatto altro che bloccare le mie, così sole, così dissonanti,
così.... ...tanto aride da rispecchiare l'immensità del mio deserto interiore... puntuali, precise, quasi volessero distanziarsi e differenziarsi una per una...come singoli granelli di sabbia..così unici, piccoli, ma così potenti da formare un paesaggio infinito, che spezza il fiato a guardarlo....
saranno giorni lunghi, già lo so....a modo tuo me lo hai detto....facendomi immaginare solo quello che tu volessi io immaginassi, ma inevitabilmente nn posso fare a meno di pensare anche a tutto il resto...
nonostante l'immenso sforzo i due mondi non possono non mescolarsi tra loro..lasciando un retrogusto molto amaro...ma anche nuovo...Come se per la prima volta bevessi un caffè senza zucchero!!! :)
........ ...sorridendo ti racconto le verità più profonde che cerco costantemente di scacciare via, ma che grazie al principio dell'eterno ritorno sono spesso presenti...sarei solo un'ipocrita se nn lo ammettessi a me stessa o se tentassi di nasconderlo a te...SENTI QUELLO CHE SENTO...
Sono in grado di guardare oltre..e se mi hai affidato i tuoi pensieri, le tue parole, i tuoi segreti più intimi, hai colto sicuramente questo lato di me...riservato, delicato, estremamente sensibile.....sono felice che tu lo abbia percepito....Perchè IO sono sopratutto questo...
Ci tengo a precisare che ho e avrò un grande senso di rispetto...per tutto quello che in questi giorni mi hai donato.......spiritualmente e materialmente....senza pretese........è importante che tu lo sappia...è giusto che io lo scriva!
Appena avrò inviato questa mail, sarò a vagarare, con la mia aria da niente, per le strade del centro, guarderò le vetrine dei negozi e cercherò un regalo che sia adatto alla mia amica...oggi è il suo compleanno...sceglierò qualcosa che appartiene a lei, qualcosa che mi farà pensare a lei...si, questo sarà il suo regalo....sicuramente scrutando il tutto troverò anche un regalo per Te...magari una felpa stampata....o magari... Bho....!!!!!
.............Per TE........... .....
.....con infinito affetto...........
.....ermeticamente
...Io+++.........
___________________________________________
ti dirò questo....
e non riesco neanche a capire,
verso me stesso, perchè lo scrivo,
e quindi... perchè te lo dico...
ma capiterà, prima o poi, che scoprirai questo posto....
e non vorrei che pensassi che ho violato la tua intimità, riportando fedelmente queste parole scritte, figlie ormai di tempi nascosti...
che timidamente, forse per ripicca, emergono sporadicamente,
e protestano sconsolati...dentro la mia testa.
non ti devo niente,
anche se a tratti ti ho dato tutto...
e non voglio nulla da te...
ma sai cos'è....
quando mi capita di aprire la mia mail, andare su "messaggi in arrivo", cliccare casualmente su uno dei tanti testi inviati da te....
leggendo attentamente,
ascoltando la musica giusta....
leggendo attentamente
e ricordando......
mi girano i coglioni.
giovedì 24 settembre 2009
Si capisce troppo tardi,
quanto sia gelida la notte...,
quella che scorre forte nelle vene.
Scopro solo adesso quanto vera è la vita che ad ampi respiri combatto.... e vivo!
E con quel poco di stupore che so che i dolori passati,
le angosce sofferte.
hanno segnato in me cammini lunghi,
e che spesso mi portano alla ragione,
...ragione che senza questa stella, oggi,
ancora mi sento perso.
La mia stella che racconta,
quella che non vede più insieme a me tramonti,
quella che oggi si mischia tra le nuvole, ritrovarla è difficile,
mi basta di rado cercarla e sfiorarla,
incrociarla con gli occhi di chi sa veramente apprezzarla...
..e questo scenario sposa colori magici,
e momenti che ancora adesso, con un emozione dettata dal mio istinto, racconto.
...La sento adesso, mentre scrivo....
ed è difficile capirne il perchè...,
quando il destino continua a scherzare.
Raffiche di vento sul mio viso ancora umido dal pianto.
Silenzi assordanti mi accerchiano qui.. ora che son da solo.
solo adesso capisco l'assurdo!!!
..una tempesta perfetta sei per me:
La forza nei ruvidi lampi,
la passione nel moto ondulatorio di questa tormenta,
la confusione spinta da questo rapido vento.
....Sono naufrago di te,
perchè con la mareggiata dei tuoi sensi,
....hai fatto perdere me,
...ed ora vado su questa insensata isola.
Tu sei.......... dove sei?
Le sensazioni parlano da sole.
Ma per ora nessuno può venirmi a salvare.
mercoledì 23 settembre 2009
Del tempo non ne riconosco il nome...
rimarrei per ore dietro questa finestra,
ad osservare nuvole livide e gonfie...
ad aspettare la pioggia cadere...
a toccare le attese...
a cercare i tratti del tuo viso... nascosti tra le lacrime del cielo...
....e poi trovarti...
e immaginare il colore dei tuoi occhi
su di uno specchio fatto di pensieri e parole..
immagini e incertezze....
guardare e percorrere le strade del tuo sorriso mai uguale...
... cercare di immaginare....
l'unica arma che mi rimane, in questa guerra contro me stesso..
..avvolto da una vile maschera fatta di vergogna,
..con gli occhi umidi dal pianto..
..non voglio scendere a patti, ma nemmeno scapapre.
Rimarrei per ore ad aspettare il pensiero di te..
..che sei apparsa in un mattino qualunque..
.. percorrendo a piedi scalzi le mie fragilità..
..osservo la mia vita, il cuore caldo, il rumore delle parole...
..e guardo me stesso
..la luce che mi avvolge
..e cerco di capire il senso.
Non si è mai abbastanza felici della propria felicità
..dei sorrisi intensi,
..degli abbracci profondi..
sono sceso per cercare il tuo sguardo..
..mettendo da parte la mia strada
..il mio futuro
ti sto cercando, sapendoti lontana
..tra i cuscini sparsi
..le luci soffuse
..ed una maglietta stampata..
Guardo adesso la notte... ne avverto il silenzio profondo..
..e forse non mi riconosco.
Capirne vorrei il senso..
ma forse non ha senso adesso capire
ma soltanto vedere,
guardarsi,
sognare,
ascoltare..
... un vortice denso.... una nota infinita.
Capire vorrei..
vorrei farti capire..
che mi basta sapere che vivi in questo mondo. "
martedì 22 settembre 2009
futuro incerto(presente imperfetto)
Non riesco a muovermi, infatuato da Te.
E come se tra migliaia di sogni, riuscissi a vedere quello più nitido, più forte, più reale!
Un posto è stato ad unire due occhi,
(sento ancora gli animi).
Come due bambini stupiti dal senso del "nuovo",
li sentivo accaldarsi sotto lo stesso sole,
e di notte, osservavo lo stesso silenzio che abbracciava il rumore, e le stelle.
Sono stati i giorni dei cuori trasgressivi,
quelli che volando, riportarono ogni cosa al suo posto (o quasi),
innescando il meccanismo della solita vita comune.
Ad attendermi c'è stato qualcuno.
La lontanaza seduce e ammalia la memoria,
e noi comuni in questo mondo, viviamo soltanto di ricordi,
ma ci piace anche il senso del troppo sicuro.
Ho fatto portare via la durezza e la dolcezza, dal vento impetuoso d'inverno,
una tavola imbandita di soli e puri sentimenti, a coronato un sottile velo di desiderio,
ma non basta per essere vivi dentro.
Ora,
luci in galleria alternano momenti.
A tratti ti vedo venirmi incontro,
due soli istanti son bastati per riassaporare nuvole e vento,
passione e calore,
rabbia e incomprensione,
ed è questo il mio dunque.
Un tesoro non ti appartiene se non si hanno i mezzi per averlo ed occhi per guardarlo!
Due soli respiri,
due soli momenti,
una grande nebbia che tende a sparire,
e si dissolve, ora.
E' il comune ora è comune,
ed i giorni ritornano giorni.....
Ritornerò a guardare lo stesso cielo e lo stesso sole.... (?)
Ora luci in galleria alternano momenti...........
lunedì 21 settembre 2009
Stay out with me tonight.
There's some blankets in the back.
Caught on Autumn's edge out near the woods once again, but this time no one expects us back.
I know it's cold but it's that kind of cold that doesn't feel bad when it's late.
So let me be bold or I'm gonna be bold-I've thought of you on and off since 1988.
About your recent investment plan, it smells like $50 stuffed into a Ziplock bag.
I thought you guys were all totally clean, but I guess we all need something to relax.
I know you have some place to be-prepared some information for someone in some hours-but if we can't get it together fall, at least let this semi-perfect scene to be ours.
So remain relaxed and remember that there were once more temperate Novembers.
Remain Relaxed
karate
sabato 19 settembre 2009
E' l'inverno e cosi...
fa gia freddo anche qui.
Dove sei coi sandali?!
fermati aspettami !
ma vola via da Rimini
l'allegria e ho i brividi.
Oggi in questa spiaggia inutile
e come un cencio d'alga vento in faccia
guardo il buio immobile ormai.
Quanta solitudine
in quella stanza che tu sai
torno sui tuoi passi e poi
urlerò con il mare mosso:
la pioggia addosso
solo in questa città tutta sbagliata
la pioggia adesso
che lo sento di più il male di vivere
la pioggia e sabbia
e un pugno di rabbia perché
mentre ascolto l'invisibile
sei un ricordo insopportabile per me
Dove sei coi sandali?!
prendimi ! aiutami!
Noi per le vie di rimini,
le compagnie agli angoli
e oggi è un deserto inutile
un'albergheria nell'universo
un atomo invivibile e poi....
Quanta solitudine
c'e in fondo all'allegria lo sai
torno sui miei passi ormai
partirò penso anche oggi stesso
la pioggia e sabbia
e anche un pugno di rabbia perché
mentre ascolto l'invisibile
sei un ricordo insopportabile
un odore una vertigine
una dolorosa immagine per me.....
venerdì 18 settembre 2009

Gocce di Giove cadono giù dal cielo
sono le notti più lunghe che ti fanno digerire il veleno che scorre dentro.
Il rumore delle tue parole...
nient'altro avverto in me.
Parole sicure,
sfrecciano schiantandosi sull'ultimo rifugio che la mia anima protegge.
Ma ora cado al suolo,
e avverto l'energia che abbandonandomi diventa polvere e incenso.
Sento l'acqua colpirmi.
Sensazioni non stane a me,
ma questa notte è diversa,
alzarmi non posso.
Un'immenso oceano ricopre il mio corpo: sono i tuoi Occhi che mi guardano.
Cupi pensieri mischiano i miei sentimenti: è il profumo dei tuoi capelli.
Caldo torrido d'estate, brucia sulla mia pelle: è il tuo corpo sul mio.
La vita è questa....
sensazioni che si mischiano all'orizzonte,
fiumi di pensieri che viaggiano da soli,
stelle in solitudine che accarezzano i sogni...
Mi succede questo quando cupi i tuoi occhi incrociano i miei...
AngS
mercoledì 16 settembre 2009
ho perso le parole(vorrei che ti bastesse solo quello che ho)
le osservava da una finestra in legno, sotto un cielo color vaniglia, minacciato da nuvole di pioggia.
Era nella sua stanza, in un pomeriggio agli inizi di aprile.
L'Ipod era acceso,
Lui seduto sul suo letto,
Lei su di una sedia, di fronte a Lui.
Si guardavano, e la musica spiegava le loro emozioni.
"non vorrei che entrassi dentro di me" aveva detto Lei,
ma in realtà sapeva benissimo che Lui poteva entrare dentro di Lei, (Lei voleva questo)
"quello che sta accadendo ora, qui dentro, rimane un fatto isolato nel tempo, una bolla di sapone, un'ampolla con due pesci rossi dentro" disse Lei, ed era la verità.
C'erano cose, frutto di azioni compiute in prima persona, dalle quali non ci si riprendeva più.
Qualcosa doveva necessariamente morire dentro il petto, come bruciarsi.
Molto tempo dopo, l'aveva rivista. Le aveva parlato. Non c'era più pericolo nel farlo.
Lui sapeva come per istinto che ora non aveva più alcun interesse per quello che Lei faceva.
Avrebbe potuto accordarsi per un secondo incontro, se uno di loro due l'avesse voluto.
A dire il vero si erano incontrati per caso.
Lui camminava in fetta, con le mani ghiacce e gli occhi che gli lacrimavano, quando la vide, a meno di dieci metri da Lui.
Si accorse subito che era cambiata, anche se non riusciva a cogliere il carattere di quel mutamento.
Passarono l'uno davanti all'altra quasi senza far mostra di vedersi, poi Lui si voltò e la seguì, ma senza provare alcun sentimento di ansia.
Sapeva che non c'era più alcun pericolo, che nessuno avrebbe fatto caso a loro.
Lei non parlò.
Cominciò a camminare in senso obliquo sull'erba, come se volesse liberarsi di Lui, poi sembrò rassegnarsi a che le camminasse a fianco.
Dopo un pò si ritrovarono in una macchia di arbusti laceri e senza foglie, inutili sia a nasconderli che a proteggerli dal vento.
Si fermarono.
Faceva un freddo terribile.
Il vento fischiava attraverso gli arbusti, agitando gli spauriti e luridi crochi.
Lui le passò un braccio intorno alla vita.
Non vi era musica,
ma dovevano esserci delle note nascoste da qualche parte,
inoltre, chiunque poteva vederli.
Ma non aveva alcuna importanza, nulla aveva importanza.
Se avessero voluto, avrebbero potuto perfino stendersi per terra e fare l'amore.
Soltanto a pensarci, la sua carne fu percorsa da un brivido.
Lei non rispose minimamente alla stretta del suo braccio. ma neanche tentò di liberarsi.
Ora vide che cosa era mutato in Lei:
il volto era pallido,
la cicatrice, nascosta in parte dai capelli, attraversava la fronte.
Ma non era questo il cambiamento più marcato.
Era sopratutto il fatto che il suo essere si era "ammorbidito",
fosse diventato un liquido che si adatta e si espande...
Si ricordò di una volta che improvvisamente la volle abbracciare con impeto...
si stupì della sua forza incredibile, ma anche dalla sua rigidità e dalla difficoltà che incontrava nel toccare la sua carne di pietra...
Pensò anche che il tessuto della sua pelle doveva ora essere ben diverso da quello che era stato un tempo.
Non tentò di baciarla.
Non si scambiarono una parola.
Mentre tornavano indietro, sull'erba, Lei lo guardò in faccia per la prima volta.
Fu un'occhiata furtiva, colma di stupore e di vergogna.
Lui si domandò se l'origine di questo imbarazzo fosse solo un effetto degli avvenimeniti passati, se fosse causato anche dal suo viso ancora più vissuto e dalle lacrime che il vento continuava a spremergli dagli occhi.
Si sedettero su una giostrina per bambini, l'uno accanto all'altra, ma non troppo vicini.
Lui si accorse che Lei stava per parlare.
La vide mentre allungava una goffa scarpa e calpestava e spezzava un rametto.
Pareva che i piedi le si fossero fatti più grandi.
"ho tradito, ... lo so" disse Lui
gli rivolse un'altra occhiata piena di vergogna.
"a volte" disse Lei "la vita minaccia di farci delle cose... cose a cui non puoi resistere, cose che non vuoi neanche immaginare e allora dico "non voglio che accada a me, voglio che accada a qualcun'altra"....... e dopo puoi anche pensare che il mio era solo un trucco per ingannare il mio ed il tuo cuore, fingo, ..ma non è vero. Quando succede.. il mio cuore si inebria, ...voglio salvarlo, ma non posso fare altro che cederlo alle tue volontà.... Abbiamo desiderato davvero quello che abbiamo fatto? Abbiamo badato solo a noi stessi..."
"solo a noi stessi" fece eco Lui.
"dopo , i sentimenti verso noi, non sono più gli stessi".
"no" rispose Lui, "non sono più gli stessi"
A quanto pareva, non c'era altro da aggiungere.
Il vento modellava i vestiti sottili attorno ai loro corpi,
quasi d'un tratto divenne inopportuno restare seduti lì, senza scambiarsi una parola. E poi, faceva troppo freddo per starsene immobili.
Lei mormorò qualcosa, che aveva lezione, e si alzò.
"non ci dobbiamo più rivedere" disse Lui
"si" disse Lei, "ci ritroveremo in un'altra vita, quando saremo entrambi gatti"
Incerto, la seguì per un tratto di strada, tenendosi a mezzo passo da Lei.
Non parlarono più.
Lei non fece alcun tentativo per sbarazzarsi di Lui, ma camminava a un'andatura sufficiente per impedirgli di portarsi al suo fianco.
Lui aveva pensato di accompagnarla fino alla facoltà, ma a un tratto quel procedere l'uno dietro l'altra, nel freddo, gli sembrò inconcludente e insopportabile.
Si sentì invadere dal desiderio non tanto di allontanarsi da Lei, quanto di trovare un bar per ubriacarsi: ebbe una visione nostalgica, di un tavolo all'angolo, con il giornale, una scacchiera e il gin versato senza risparmio. aveva bisogno di tanfo e calore.
Un'attimo dopo, e non si trattò di un caso, lasciò che un gruppetto di persone si interponesse fra loro due.
Fece un tiepido tentativo di guadagnare terreno, poi rallentò, si voltò indietro e si allontanò nella direzione opposta.
Dopo aver percorso cinquanta metri si girò a guardare: la strada non era affollata, ma già non la vedeva più.
Ognuna di quelle sagome che camminavano spedite, sarebbero potute essere Lei.
Si mischiò nella confusione calma, di un giorno qualunque, una molecola tra mille molecole, un'innesto di un'ingranaggio, una pietra di una recinzione, ... un puntino, nello spazio.
"quando succede" aveva detto Lei, "si fa sempre sul serio", e Lui aveva fatto realmente sul serio.
Non si era limitato a dirlo, lo aveva desiderato, fortemente.
Aveva immaginato un ragionamento, disegnato un quadro astratto o forse futurista.., si era spinto, a braccetto con la mente ed il cuore....in un pomeriggio di febbraio.
per la cronaca:
"o adorato infinitamente quel filetto al mirtillo"
Qualcosa cambiò nella musica che fuoriusciva dall'Ipod.
Vi si intromise una nota spezzata, stridula, gialla.
E poi, ma forse non stava veramente accadendo, forse era solo un ricordo che assumeva la forma di un suono, ...
..si udì una voce che cantava:
lunedì 14 settembre 2009

Essere sicuri di se, adesso non so più a che serve,
adesso che scendo a combattere e nessuno mi è vicino.
So che le guerre non si vincono da sole,
adesso che questo vento avverso mi soffia contro, e non ti vedo.
La magia di tenerti per mano,
l'emozione di viverti dentro...
non so cosa mi aspetta, ma aspetto:
aspetto la lenta alba su un oceano chiaro scuro,
aspetto di sfiorare labbra che sembrano petali di rosa,
aspetto il forte calore di te, in un triste novembre d'inverno,
aspetto l'onda,
quella che mai t'aspetti,
quella che ti travolge perchè è imprevista,
quella che per secondi ti mantiene sospeso nell'immenso, e ne esci stravolto..
e dopo l'onda, noi.
Guardarti adesso significa mischiarmi nei miei fantasmi.
Piove,
sono le tue lacrime : fatte di paura, odio, speranza.
Lacrima che un giorno saranno mare calmo nei tuoi pensieri.
Io rimango qui.
ad ascoltare il rumore della pioggia.
Rimango qui.
l'anima da sola ascolta
il silenzio che racconta.
E conosco la vita sempre di più.
mi piovono varianti strane,
Impossibili da capire,
difficili da accettare.
La variante più bella è quella che ti fa sognare.
Così star sveglio non serve......
....... allora continuo a sognare.
venerdì 11 settembre 2009
Solo quando ti fermi,
pensando che di strada ne hai fatta molta....
capisci che sei solo all'inizio della strada più difficile...
quella che devi percorrere da solo.
La perseveranza è una costante che ben pochi ne sanno catturare l'essenza,
Le persone che vedi camminare al tuo fianco,
sono scheletri con vestiti fatti di abitudini.
Il sole riflesso per metà, ti abbaglia in parte,
e tu, in parte decidi.
Mi guardo allo specchio:
vedo oceani profondi nei miei occhi,
tormente perfette nei miei sogni,
costellazioni dipinte di sola passione.
Osservo le mie cose,...trovo tante vite da indossare:
nei cassetti della biancheria, nel ripostiglio dei maglioni (quelli che non uso più),
ma spesso queste maschere non bastano nel mondo vero da vivere...
allora decido di tornare dal mondo dove sono arrivato.
A volte lacrime pure non bastano per allagare il cuore.
Torna tu nel tuo mondo.
Scegli le maschere che vuoi.
di notte, da qui, ..riesco a vederti.
Ho corso, per strada..... (piedi scalzi, maglietta bucata),
in testa dei cazzo di capelli a forma di "cesto di Natale".....
eppure sapevo dov'ero,
eppure sapevo.
Ho trovato un Mega Store, uno di quelli che ammazzano le campagne per far strada al cemento:
sono andato al reparto "elettronica", ho trovato un tizio frustato e lentiginoso....
lui mi ha guardato,
io l'ho guardato,
lui mi ha detto, "prego"
io ho risposto " io no, perchè non siamo in una cazzo di chiesa",
e lui mi ha detto "non fare lo stronzo, che vuoi"
ed io ho risposto... "fate delle promo sui Tom Tom............... mi sento perso!"
AngS.
mercoledì 9 settembre 2009
mi è stato scritto:
Perchè ti scrivo qui?
Perchè qualcuno tempo fa mi ha detto che non c’è miglior modo di essere sincero e diretto che scrivere a una persona…
Scrivo il mio messaggio come se lo stessi infilando in una bottiglia e lo stessi consegnando alle onde,
perchè il suo significato rimanga,
ma si allontani da me.
Volevo dirti che da quando ti conosco ti vedo in ogni cosa bella che mi colpisce gli occhi.
Che sei un brivido che mi percorre da mattina a sera,
che sei il desiderio di vedere il mondo solo per potertelo raccontare,
che sei un bisogno continuo,
una sete assurda dei tuoi baci, l
o sgomento di aver vissuto 20 anni senza conoscerti
e la paura di vivere i prossimi senza più averti.
Volevo che sapessi che mi hai fatto sentire importante anche solo per le poche notti che ci siamo regalati.
E soprattutto volevo stupirmi con te di un fatto strano, imprevedibile:
normalmente starei morendo dal dolore per averti perso,
e invece mi sento felice, ricca e unica, più di quelli che solitamente invidio per la loro serenità, perchè il tarlo che mi rode, il sentimento che mi infiamma, il tormento che mi tiene sveglia…
hanno tutti il tuo viso,
le tue sembianze,
e li adoro come adoro te!
ed io ho risposto:
.... io stesso non avrei saputo tradurre meglio, gli echi muti del mio cuore.
BELLISSIME PAROLE,
uniche, da tatuarle sulla pelle.... da odorarle intensamente e ricordarne l'aroma denso...
da tenerle in tasta e giocarci spesso...
da ricordarle nei tempi freddi e caldi che verrano da qui in poi.
genralmente non si dice grazie.... ma fanculo alle regole: grazie.
AngS
e me ne sto sdraiato sui sogni...si mischiano al tramonto.
Luci soffuse,
appaiono nella notte. quella che ho paura di vivere.
Cammino sulle strade dei miei sogni, perchè è li che volgio stare...
sdraiato su di un lungo mantello di speranza.
Decido di vivere vite sempre nuove, quelle che non ho mai vissuto,
quelle che ogni notte mi vengono a trovare.
Dirottare i tuoi pensieri vorrei... portarli su di un'isola lontana.
Paludi di dolore attraverserei, solo per sognarti.
Limpidi i tuoi raggi di sole, profumano d'incenso.
Oceani di sguardi, incontrano l'onda anomala che attraversa oggi il mio cuore.
E oggi sono quello che sono.
E me ne sto sdraiato sui sogni.
martedì 8 settembre 2009
è chiaro ormai per me
il gusto troppo amaro
delle tue lacrime
parlando di una stella
hai detto non andare via
ma i buchi neri in fondo
sono stelle in avaria
e la tua confusione
è tutto quel che ho
ci si nasconde dietro a spiegazioni
ma non c'è niente da capire
né da nascondere
tu non riesci a stare seria
neanche ora che ti sto per dire
ciao
non riesco a respirare
come mai
non so che sto cercando
se tu non cerchi come me
non posso più aspettare
e non imparo mai
non credo che sia il giusto prezzo da pagare
se questo è il prezzo che ti dai
e tutte le domande
su come si sta
non hanno mai a che fare
con la verità
cos'è questa attrazione
il dolore che mi da
e non c'è niente da capire
sulla colpa che si da a chi dice
ciao
come fai a decidere
se non sai decidere
cosa fai
te ne vai o no
dove c'è ossigeno
qui non c'è ossigeno
sabato 5 settembre 2009
peccatore
Diverso tempo fa, in un viaggio che feci in sud America, qualcuno un giorno mi disse queste parole: “quando hai sete.. il rhum è la risposta!, l’acqua arrugginisce le ossa ed anche i pensieri!!!...”
Da allora, a casa mia possiedo sempre una bottiglia di rhum.
Può starsene anche per mesi, mezza vuota o mezza piena, però so che è li, come una specie di ricordo, di amuleto.. o semplicemente un mezzo per placare qualche stato d’animo improvviso e difficile da controllare.
Ieri sera ad un’ orario incerto, mi trovavo steso sul mio divano letto …, la televisione chiacchierava inutilmente, raccontava le sue solite cazzate spalmante su più canali, osservavo il tutto in modo asettico, inespressivo … in una mano: il telecomando, nell’altra una bottiglia mezza vuota di rhum …, sul di un comodino molto improvvisato invece, un bicchierino di vetro con disegnata sopra la bandiera della Jamaica: regalo di un’ amico al rientro da un lungo viaggio.
Riempivo gradualmente cicchettini peni fino all’orlo, ripetendomi in continuazione che “il rhum era la risposta!”… e che risposta!.
Improvvisamente ho avvertito un leggero sbiadirsi dei colori, trasformando la mia casetta in un bianco e nero sbiadito, pensavo fosse il televisore, la propagazione, forse le micro onde del fornetto, forse il frigo era impazzito … o forse ero io …. Il tempo di concedere ai miei occhi confusi un’ attimo di tregua,… che un’ urlo disumano e terrificante mi fece saltare dal letto, buttando a terra i due telecomandi, un libro appena iniziato, e salvando per miracolo la bottiglia ormai mezza vuota. Era già mattino, improvvisamente mattino! Con la variante che la mia casa non sembrava più la mia casa, la finestra arancione non era più arancione, il letto era diverso, più scomodo, nessuna sveglia, nessun piacevole rumore “di fondo” , molte cose che mi appartenevano, non risiedevano più in quel posto.
Mi domandai: “sarà stato il cazzo di rhum accidenti a me!!!!”… dirottai il mio corpo nudo nel bagno, sciacquai il viso nell’acqua ghiacciata ritrovando a tratti la ragione. Sapevo cosa fare e dove andare, improvvisamente sapevo tutto!!!, sapevo che dovevo scegliere una magliettina comoda e non la solita polo del cavolo, sapevo che dovevo mettermi dei jeans corti e scarpe bianche da ginnastica, sapevo tutto, sapevo che la macchina era li, con l’abitacolo riscaldato già dal primo caldo del mattino e sapevo che avevo già le chiavi in tasca.
Misi in moto, accendendo l’aria condizionata, aprì il porta oggetti e attaccai l’Ipod all’impianto della macchina selezionando con la rotella “Be Be Your Love” di Rachael Yamagata. Per strada la strana sensazione di sapere benissimo dove andare, come un navigatore piantato giù per il ………; strade che conoscevo solo in parte, soleggiate a vista da un tempo impeccabile nel suo vestito celeste immacolato ….ad un paio di svolte, un viale lunghissimo, sorvegliato da imponenti alberi secolari e poi un cancello bianco, aperto, un parcheggio pieno zeppo di macchine bianche, senza targa, ed una fottutissima miriade di biciclette, anch’esse di un bianco latte incredibilmente …. bianco!!!
Apparve un tizio con un buffo cappello retrò, - “salve! Il suo posto è li in fondo!” – lo guardai inespressivo - “il mio che???" – “il suo posto, …. La macchina! … la può lasciare li in fondo, al fresco, poi proseguite dritto fino a quel portone, li le diranno cosa fare” – incredulità …. avrei voluto comprare una vocale, girare la ruota, ma mi limitai semplicemente a dire - “Grazie!”.
Parcheggiata l’auto mi avvicinai al portone, questa volta di legno scuro, lavorato in modo certosino, bellissimo! All’entrata una donna in bianco, meravigliosamente semplice ma di gran classe mi accolse sorridendo – “ben arrivato, la stavo aspettando” – “stava aspettando me??” – “certamente, mi segua ….”.
Percorremmo svariati corridoi dal profumo di vaniglia, puliti e immacolati, mi colpì il silenzio religioso che regnava in ogni angolo, ovunque posassi il mio sguardo vedevo ordine, tranquillità ….. mi sentivo ridicolo … . Si fermò davanti ad una porta, ormai che fosse bianca non mi stupiva più; bussò silenziosamente e sfiorandomi leggermente la schiena, si congedò armoniosamente.
Mi accolse la figura di un’ uomo: biondo, occhi chiari .. davvero un bell’uomo, sorridente anch’esso ma con un’aria familiare che, come ipnotizzandomi, mi mise subito a mio agio – “ molto bene sig. AngS,ben’arrivato!!!” – la stanza era ordinata da far paura... mi vergognavo di me stesso al ricordo del mio soggiorno e persino della mia cucina … ogni cosa era al suo posto, un classico studio di un medico, ma con un tocco assoluto di perfezione; perfezione che si sposava con il verde imbarazzante che scorgevo dalla finestra.
Mi fece accomodare, aprì uno schedario, estrasse una cartelletta, e poi mi guardò … con fare paterno e gentile, lo scrutai attentamente con occhi indagatori e dissi – “mi scusi, chi lei, un dottore?” – non perse la sua espressione angelica – “beh .. in verità non sarei proprio un dottore, diciamo così, mi occuperò io personalmente per il suo controllo, perciò pensi a me come un membro di una giuria che è qui per giudicarla” – “giudicarmi su cosa, mi scusi????” - ignorò la mia domanda e proseguì – “dunque …. Per un lungo periodo l’abbiamo osservata” fece come per leggere attentamente una scheda e poi proseguì – “si! in’effetti ha trascorso un periodo della sua esistenza non molto esemplare devo ammettere, ma noi tutti qui abbiamo molto apprezzato il suo reintegro, come si dice, la sua buona volontà per rientrare in carreggiata” e sorrise dolcemente; pensai:(noi??? Noi tutti??? Ma dove cazzo mi trovo!! E chi è questo?!!!) poi continuò – “sig. AngS che vita sta conducendo adesso?, lo vorrei sentire un pò da lei, mi racconti ….” – “che vita ….. beh …. Credo di non lamentarmi dot …. Ehm … insomma sto bene, lavoro, ho dei progetti di vita che sto portando avanti …” - l’uomo mi osservava dall’alto della sua concentrazione, con mani intrecciate e un sorriso sempre uguale – “insomma vuole dirci che sta bene, è contento, soddisfatto …… è giusto quello che dico?” - iniziai a sudare leggermente - “beh si …. certo,……. diciamo che è giusto” – improvvisamente con fare repentino mise apposto la cartelletta e disse – “molto bene sig. AngS, si spogli e venga con me!” – “come scusi??? mi dovrei spogliare???” – mi regalò un sorriso che avrebbe fatto pisciare addosso un dentista – “sig. Angs, suvvia, non è il primo individuo che vedo nudo … si faccia coraggio, si tratterà di pochissimi minuti!”.
Mi spogliai dietro una tendina bianca lasciandomi da solo il giusto indispensabile, mi riaccolse indicandomi una poltrona, e mi fece segno di sedermi. Si portò sopra le maniche della camicia e si mise un paio di guanti in lattice – “molto bene, mi stia a sentire adesso, regolarizzi il suo respiro, non dica assolutamente nulla e chiuda gli occhi, intesi?” – ero nel pallone più totale, ma la sua voce mi spingeva a fidarmi totalmente di lui, all’improvviso con la mano sinistra mi strinse forte il cuore e la mano destra la fece passare in mezzo ai miei capelli, sentivo le sue mani sfiorare la mia testa, lievemente, portandomi al rilassamento più totale, era così piacevole che stavo per cadere in un sonno perenne quando improvvisamente s’interruppe e mi guardò dritto negli occhi con un’espressione che ad un’ tratto era mutata. I suoi occhi glaciali mi scrutavano, assumendo una posizione che mi disarmava totalmente, mi osservava!!! Muto, Immobile, Serio ….. poi ruppe il silenzio …. – “sig. AngS ……………………………….. sembrerebbe non ci abbia detto proprio la verità, non e vero?” – “ mi scusi????” – “sig. AngS …… lei è un peccatore!!!!!” e la sua espressione cambiò definitivamente!!!!! – peccatore …… me lo disse come si dice ad un bambino che non deve guardare sotto la gonna della maestra, ero disorientato …. scombussolato, letteralmente e non solo, in mutande!!! – mi voltò le spalle e disse in tono grave – “si rivesta sig. AngS, abbiamo finito!” – “finito? Mi scusi, ma io dove mi trovo precisamente?!” stavo iniziando a non avere più fiducia del presente”– ignorò nuovamente la mia domanda e proseguì – “ è evidente a questo punto che la competenza non è più la nostra, almeno per il momento” – “ma di cosa sta parlando mi scusi, io gradirei delle risposte adesso, IO NON LA CONOSCO, NON SO DOVE CAZZO MI TROVO, LEI MI PARLA MI SORRIDE, MI TOCCA E POI MI DICE CHE SONO UN PECCATORE!!!!!!” – il volto dell’uomo ritorno quasi sorridente – “si rilassi, non deve reagire in questo modo, tutto ciò è nella normalità delle cose, degli eventi, aimè il mio compito finisce qui, a breve ci sarà qualcuno che la porterà altrove, in un diverso reparto dell’edificio. Altro non posso dirle!” – “nella normalità delle cose?? Ma cosa sta dicendo …. Senta posso parlare con il suo superiore o qualcosa del genere???" – l’uomo sorrise divertito – “sig. AngS il mio superiore non può riceverla benché è impegnato in altre e aggiungerei serie incombenze, LUI non tende ad incontrare nessuno a questo livello degli eventi, si ricordi.. questo era solo un normale controllo, e adesso vada, prego.” Dalla porta apparve una figura ben diversa dalla precedente: un’ uomo basso, pelato, un Danny DeVito in stile serioso … che mi fece strada portandomi in un’altra parte dell’edificio.
Percorremmo non pochi corridoi e man mano la luce diminuiva e l’aria si faceva più rarefatta, avvertivo un senso di scomodità interna, come se i miei muscoli non si fossero adattati bene al mio corpo … ad un certo punto si fermò davanti ad un’ ascensore, schiacciò il pulsante di chiamata e fino al suo arrivo mi squadrò da cima a fondo. Quando le porte si aprirono una voce da bambolotto uscì dal suo corpo – “adesso deve proseguire da solo signore. Buona fortuna” e voltandosi, mi lasciò da solo.
Mi dissi – “ma guarda sto stronzo!” – ero rimasto da solo!
L’ascensore aveva un unico pulsante, consumato all’inverosimile, ci avevano anche giocato a bruciacchiarlo con l’accendino. Sulla parete alla destra del pulsante, qualcuno, presumibilmente con una chiave, aveva scritto: ANDATEVENE AFFANCULO GRANDISISMI PEZZI DI MERDA, mi sentivo alquanto confuso, schiacciai il pulsante e le porte si chiusero rumorosamente, era evidente che l’ascensore stava scendendo.
Passarono 20 interminabili minuti quando lo porte decisero di riaprirsi e lo scenario che mi accolse fu incredibilmente lugubre e molto difficile da descrivere. Vedevo un corridoio dalle pareti sporche e scure, illuminato pochissimo e che puzzava di sterco di vacca, in fondo ad esso la figura scomposta di un’ uomo che mi spettava con la braccia conserte. Percorsi quella breve distanza ma mi sembrarono anni di vita persi alle corse dei cavalli, guardavo quella figura e quasi mi facevo addosso, domandandomi il perché di questa situazione bizzarra e senza senso.
L’uomo mi attese paziente, puzzava di sudore e di marcio , quando mi avvicinai a lui mi disse soltanto - “adesso segui me, e non fare nessuna domanda!” – non riuscivo a vedere che faccia avesse, ma bastava il puzzo che emanava per capire in che mani stavo realmente, lo seguì senza fiatare, percorrendo distanze simili alla precedenti ma con scenari del tutto cambiati, differenti in ogni piccolissimo particolare, sentivo urla, grida laceranti, rimproveri tuonare da ogni dove, bestemmie, ….. e a quel punto iniziai ad avere realmente paura. Il capolinea fu un corridoio senza uscita, l’uomo rivolse lo sguardo ad una panca corrosa dal tempo situata alla mia sinistra – “siedi li, è aspetta!!”, sparì nell’oscurità, lasciando me e i miei timori in balia di non so cosa.
Iniziava a fare caldo, praline di sudore occupavano la mia fronte, i lamenti erano quasi del tutto spariti, lasciando spazio ad un silenzio ovattato dal retrogusto di zolfo; mi frugai nelle tasche trovando il mio Ipod… misi le cuffie e schiacciai play per smorzare una tensione ormai alle stelle, ma invece della mia musica, un groviglio di rumori e di parole mai sentite urlavano nella mia testa… era pazzesco… non funzionava!
Improvvisamente una luce giallastra disegnò la sagoma di una porta, l’unica ,in fondo a quel dannato corridoio, e pioi..... quella voce, .. UNA voce…..: marcata, profonda, incredibilmente unica… mi disse – “ entra…… “ ...scollai me stesso e la mia ombra da quella panca, strisciando le scarpe una contro latra, mi sembrava di esser tornato bambino, quando mia madre mi rimproverava perché camminando urtavo con i piedi. Si presentò a me la figura di un’ individuo, dietro ad una scrivania spartana dal colore chiaro, la stanza era un insieme di tonalità rossastre, le pareti sporche e imbrattate sembravano un cesso dell’autogrill, dietro di lui una finestra murata, sulla scrivania un piccolo schedario, una lampada che emanava una luce rossa e niente più.
L’uomo era vestito con un completo nero cenere con una camicia rossa ed una cravatta un po’ allentata anch’essa rossa, era impeccabile nella sua abbronzatura omogenea, senza barba, capelli nero corvino tirati indietro, mi osservava mentre parlava al telefono, notai dei denti perfettamente bianchi, si sfiorava il volto con la punta delle dita, ment

































