mercoledì 6 aprile 2016

saluto l'inverno





immaginare la Pioggia.

Questa mattina immaginavo dei tuoni accompagnare l'arrivo dell'alba.
Rumori in lontananza muovevano la terra.

La pioggia come epilogo.
Il mio sguardo rivolto verso la finestra, ad osservare lacrime di cielo scivolare lentamente.

La pioggia,
un piccolo sorriso sulle mie labbra, quasi a dimostrare lentamente un saluto…, l’ultima rappresaglia di un inverno ormai lontano da me.

Se ogni goccia si associasse ad un mio pensiero…. Inonderei questa realtà apparente, fatta di tante domande, tanti perché…. e alcune risposte.

Ho pensato a me,
alla mai banalità delle mie azioni,
all’incoscienza che mi porto dentro,
a quello che sono! Una confusa coerenza con la mia anima.

pensavo all’insostenibile pesantezza delle parole, legate a gesti, legate ad azioni precise; Pensare ha fatto sempre parte di me, non potrei permettermi di non farlo, costruire strade di pensieri e percorrerli con la velocità di chi sa vivere emozionandosi continuamente…

Sarò magari confuso, sarò anche disorientato e sbilanciando dai sensi, avrò anche la vista annebbiata, come qualcuno mi ha scritto ieri in un messaggio, ma la pura certezza e che rimango costantemente me stesso…. E questo mi basta.

Quando i mondi si incontrano,
si guardano e si avvicinano,
poi si studiano e si annusano,
per infine toccarsi e poi unirsi…

si dilatano….. si confondono….e poi è guerra.

Cercano di allontanarsi,
ma chi ha già combattuto in amore sa bene che è impossibile farlo….
Per il dispendio di sentimenti,
per le ragioni del cuore,
del corpo stesso…

si può anche immaginare una pace,
un respiro profondo,
uno sguardo verso una nuova vita…

ma le premeditazioni qui contano ben poco.
La realtà può assumere volti nuovi e diversi,
e gli occhi poi non mentono mai.

E le parole assumo sempre un determinato peso.
Quel peso dettato dal proprio vissuto,
da quella differenza generazionale che potrebbe sfocarne il significato.
Il peso dentro di me, potrebbe essere ben diverso dal peso che avverti dentro di te…., per il significato che ho dato alla mia vita, per come ho deciso di viverla, e per la volontà di dare importanza ad ogni singolo gesto e pensiero.

So bene chi sono.
Anche questi tuoni lo sanno,
la pioggia mi conosce bene, acqua che scivola e si adatta, ovunque.

Dovrei scivolare e adattarmi, anche se non mi appartiene.
Mi riesce talmente difficile, immaginare di aver abitato un corpo, registrando in me, i respiri della passione, della sregolatezza, del contatto delle mani, dalla fusione degli occhi….
E poi aver detto…. Quello che si è detto.

E l’età qui conta ben poco….. emozionato come un ragazzino che nasconde il suo diario sotto il banco di scuola, ma adulto quanto basta per non sentire nemmeno un briciolo di vergogna…..

La differenza sta nel assumersi il senso delle parole…..
Potrei aprire una finestra o un portone, ed affacciarmi nell’ignoto che appartiene soltanto alla semplice volontà di cambiare rotta e direzione….

Potrebbe avere un senso,
e probabile che: darò un senso alla mia vita.
Ma mentire o tentare di far finta di nulla, ora, non servirebbe a niente….

Ho detto che non finirò mai di capire l’amore, è vero.
Perché l’amore non si limita al senso della parola stessa…. E questa pioggia che immagino battere forte contro le cose e contro le case…. mi ricorda semplicemente che l’amore è un viaggio senza destinazione senza nessuna meta precisa, è un colpo di vento all’improvviso, e il mutare indistinto del corpo e della mente….. un tunnel infinito, un labirinto incantato,

nessuna uscita di sicurezza,,,,,
nessun modo per scappare a questa pioggia che adesso inonda anche i miei pensieri.

Leggo queste frasi e riconosco il mio volto,
lo stesso riflesso nello specchio del bagno questa mattina, con addosso i pantaloni di tuta grigi ed una maglietta strappata,


mi guardavo,
precisi, i tratti del mio viso.
e pensavo:



so bene chi sono”
E saluto l’inverno.





Nessun commento:

Posta un commento

...qualsiasi parola ha sempre un valore...