lunedì 22 novembre 2010

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"vorrei chiamarti, vorrei sentissi il dolore di queste lacrime...vorrei che tu fossi qui...le tue parole non fanno altro che bloccare le mie..allora nn mi resta che dedicarti questi versi:

sento avventarsi i più cupi spaventi, neri battaglioni
di fantasmi confusi, che vogliono condurmi per strade
dissetate che un orizzonte di sangue chiude d'ogni parte.

Abbiamo commesso un atto così strano? Spiegami, se ti è
possibile, il mio turbamento e la mia paura;
rabbrividisco, quando mi dici "Angelo mio" e tuttavia tendo la
bocca verso di te.

Non mi guardare così, o cuore mio! O te che amerò in eterno,
anche se tu fossi una trappola preparata,
il principio della mia perdizione.

Maledetto per sempre sia il vano sognatore che, nella
sua stupidità, volle per primo, invischiandosi in un problema
insolubile e sterile, mescolare l'onestà all'amore.

Colui che vuole, in un mistico accordo, unire l'ombra
al calore, la notte al giorno, non scalderà, mai il corpo
paralitico al roseo sole che chiamiamo amore.

Và, se vuoi, corri a offrire il tuo cuore vergine ai suoi baci crudeli;poi
pieno di rimorsi e di orrore,torna...........................................

Non si può, a questo mondo, contentare più d'un padrone .
La fanciulla, urlando con immenso dolore: "Sento allargarsi nel mio essere
un abisso, questo abisso è il mio cuore!..............................................................................................................."




1 commento:

...qualsiasi parola ha sempre un valore...